giovedì 25 settembre 2008

Into my pocket



Diciamo le cose come stanno, io non mi sono mai veramente staccato da questo Blog.
Ne l’ho mai trascurato o ignorato, se pur con la mia apparente assenza.
Ci penso spesso, raccolgo ancora pensieri vaganti che poi trovo dimenticati in tasca e non mi sottraggo dal domandarmi perché è meno pressante la necessità di pubblicare.
Una risposta o forse più d’una, c’è.
Pensandoci su, tornando ai mesi del 2007, posso dire che ho banalmente avuto la necessità di “apparire per esistere”.
Fu il desiderio di riappropriarmi di una platea pubblica nel momento in cui quella strettamente privata era svanita, volendo dimostrare a me in primiis di poter scendere in quegli strati intimi dell'auto-analisi che spesso dimentichiamo di usare, così come fu il mezzo di comunicare contemporaneamente con l'interlocutore perduto ed altri mai conosciuti.
Sentii un'esigenza tanto improvvisa quanto provvidenziale.
Eppoi si sa, certe visualizzazioni del quotidiano, certi ragionamenti e relativi commenti, siamo incapaci di esprimerli verbalmente; la parola scritta ci permette, chissà poi perché, di andare più in profondità, imponendo a noi stessi in questo esercizio importante, di fermarci un pò a pensare.
E poco importa se si passa attraverso un blog o un diario nel cassetto, se questa pratica evita lo stallo mentale, il congelamento emotivo, l'inaridimento dell'emozione, l'annichilimento dell'autostima.


C’e un Angelo che si agita forsennato
e ti addormenta se solo socchiudi gli occhi.


Di parole inventate
di rispetto e stupore
seguo a ritroso le tracce perdute
volgendo le spalle, per un volere non mio,
ad ogni contrasto incolore.
Nel traffico più anonimo si raccontano le storie
che un silenzio gridato ora nega al vissuto.
Ma tu resti, sospesa, testimone di quel giorno
in cui un atto di coscienza
diede un senso e direzione
a ciò che adesso non accetta sentenza.

venerdì 27 giugno 2008

Anniversario!










FIND A CURE compie un anno.
Mi chiedono in molti se alla fine LA CURA l’ho trovata, forse perché da qualche tempo non pubblico più nulla.
Ma come avevo affermato in un post di qualche mese fa, cerco una pagina bianca quando sento il bisogno di scrivere e non il contrario. Questo Blog è stato per molto tempo un incontro quotidiano ossessivo con me stesso e ci sono molto affezionato. Quante volte sono restato sbalordito nel vedere le mie annotazioni raccolte follemente su ogni foglietto ricomporsi liberamente senza regole grammaticali o metriche su questo spazio, ma ancora di più nel trovare commenti, anonimi e non.
E’ stato un periodo sotto ogni aspetto molto intenso, a mia insaputa e inaspettatamente (Dio quanto mi piacciono le parole che iniziano con “IN”, nevvero?) ho fatto i conti con angoli oscuri di me che sono dovuti emergere, un po’ per sopravvivenza e un pò per naturale evoluzione. Insieme a giorni difficili si sono alternati momenti di emozione pura al 100%, che ancora sento brividi nel menzionali, come i giorni passati sul CAMINO DE SANTIAGO.
Allora penso che anche i momenti cupi sono benvenuti se si riescono a vivere situazioni che non si sarebbero mai considerate prima, se si riescono ad apprezzare prospettive che ci sfiorano ogni giorno e non ce ne accorgiamo, se siamo assetati delle parole degli amici e se di amici scorgiamo improvvisamente di esserne circondati, seppure nella severa selezione che compiuta quotidianamente.
Allora credo che la cura che cerco debba passare inesorabilmente attraverso l’allenamento fisico del provare le suggestioni come i turbamenti, le eccitazioni come le commozioni.
Allora la cura è l’accettazione di tutti gli accadimenti.
Allora la cura è la ricerca della cura.
Mi chiedo se la cura finisca nel rendersi conto che non si ha più bisogno di appoggiarsi ad altri per essere solidi, ma ci si accorga di essere sufficientemente solidi per avvicinarsi ad altri.
Nel periodo racchiuso nell’ultimo anno e mezzo si sono quindi susseguite forti suggestioni che mi piace aver raccolto in questo blog, anche se il giorno in cui con leggerezza l’ho aperto non sapevo assolutamente cosa avrei scritto, che senso avesse tenere un blog e cosa mi avrebbe portato.
Ora sono gelosissimo di tutto quello che c’è qui racchiuso e seppure pubblicare al mondo intero le proprie riflessioni lo ritenga un sorta di patologia sfumata di esibizionismo, alla fine il senso a questa vetrina lo ha dato chi per caso, per noia o per curiosità, ha perso tempo a leggere e ancora di più a commentare.
"C'è ggente" che si è conosciuta e successivamente incontrata dopo intensi scambi di opinioni in questo spazio, ma sono casi disperati ...
La mia esigenza di scrivere - comune a molti - diventa uno sfogo trasversale per non implodere, e per darsi delle risposte è necessario farsi prima delle domande ben precise; ritengo quindi un esercizio forzato banale e superfluo farlo senza sentire questa necessità; ora è tempo di andare avanti, o almeno di provarci…
C’è chi ha molta memoria e chi meno, io appartengo a quest’ultima categoria, ma appartengo anche alla categoria un po’ nostalgica e sentimentale che si affeziona a tutto ciò che appartiene al passato. Non so se pubblicherò il prossimo post domani o tra un mese o mai, ma mi compiaccio di avere la possibilità di poter rileggere quello che ha attraversato la mia testa e che, per indole, sarebbe fatalmente scomparso.

E’ necessario credere
Bisogna scrivere
Verso l’ignoto tendere
Ricordati Baudelaire

E’ necessario vivere
Bisogna scrivere
all’infinito tendere
Ricordati Baudelaire

mercoledì 21 maggio 2008

Ah bè, c'è Dario!
















KEY WORDS
· Ascolto Buio Consapevolezza Desiderio Ero Forza Giusto Hola Inaspettato Labbra Macchia Nuocere Ostentare Paura Quando Rispetto Santiago Trovare Una Vivo Zero
· Attraversare Baci Correre Disposto Eremita Futuro Grido Homine Inesorabile Lasciare Mai Nuoto Occorre Percorso Qualunquista Ragione Solitudine Traballo Unicità Vero Zaino

LINKED UP
· Attonito Brindo Con Dovuta Euforia Fissandoti Grave Hai Invaso Le Malinconiche Notti Oltre Pianti Qui Riservati Senza Tradire Un Vizio Zittito
· Ancora Battiti Consapevoli Devono Emergere Fingendosi Grandiosi Hanno Ignorato La Mia Nuvola Opaca Poggiando Questo Risveglio Su Tenaci Ultime Virtù Zoppicanti

martedì 22 aprile 2008

La condizione illumina.












Quando il sibilo inascoltato
anima i contorni del sogno
di ogni figura svanita,
i sensi tacciono nel nulla
lasciando lo spazio alla veglia infinita.

Di tutto ciò che ha mosso i tuoi passi
resta la scia di Albatros distratti,
lontano per noia sospinti
e che vogliono nei cieli e solo nei cieli
essere ancora dipinti.


venerdì 11 aprile 2008

da " I racconti del cuscino"



Luca si sedette al solito tavolo in fondo alla saletta e ordinò grappa.
Si mise a sorseggiarla a testa bassa, pensieroso, mentre rollava un’altra sigaretta.
Poco dopo una donna entrò nel locale rumorosamente, con un’aria allegra che strideva con l’atteggiamento scazzato di quasi tutti i frequentatori abituali, infrangendo il torpore generale.
Sara si piazzò proprio di fronte a lui, cambiò espressione e sembrò quasi sfidarlo:

- E’ vero, tu mi ascolti e a fondo, questo mi piace molto, ma smettila di vivisezionare ogni parola e esaminare tono e inflessione di ciò che dico!
Lui non si mosse di un millimetro, continuando il suo lavoro con cartina e tabacco.
- Io non giudico, interpreto. So bene che ci vuole tolleranza, ma fa parte del mio modo di essere e non cambierò. Vuoi vedermi limpido e marmoreo, un supereroe della tua immaginazione, ti comunico che sono di razza umana.

Un istante dopo aver detto l’ultima sillaba pensò di aver emesso delle parole totalmente fuori sincrono con il suo pensiero, temette di essere frainteso ancora e di aver dato per l’ennesima volta un’impressione distorta di sé.
Aveva la rassegnazione di non volersi abbandonare all’ovvietà di quei pensieri che eppure appartenevano al mondo, da sempre, ma la sua irrequietezza non gli dava pace e di quelle ovvietà continuava ad averne un estremo bisogno.

- Luca, rassegnati. Lo strato di apparente superficialità come ti piace chiamarlo, è comune a tutto il genere umano e si traveste quotidianamente da qualcosa, tu non ne sei esente e lo sai, pur nella tua utopia perfezionistica …
- Apprezzo i tuoi sforzi, davvero, ma odio tutto ciò che sa di artificioso … mi ossessiona l’idea di caderci, ma non intendo ingarbugliare gratuitamente per noia le situazioni, la mia severità è solo un’ esigenza di…come dire … insomma dai, hai capito!
- Certo, certo. I criceti nel tuo cervello continuano a correre impazziti sulla ruota … ma il mondo non lo salvi tu, di certo neppure io e manco ci provo, ma salva almeno te stesso!
La guardò bruscamente nel centro delle pupille, Sara sembrò perfino vacillare e con una voce nuova che non sembrava più la sua le domandò:
- Sara, ma è proprio necessario rinascere per ricominciare daccapo?

Lui, suo malgrado, raccontava il vuoto e Sara lo respirava a pieni polmoni.
Non si rendevano conto di cosa rappresentassero realmente le loro vite in quel momento, in quel luogo, Luca sentiva l’esigenza di separarsi dal proprio involucro e fare da spettatore invisibile, come per giudicare lucidamente da lontano quello spettacolo.
Il loro impegno era profondo come il dolore, buio come la paura ma anche leggero come i loro sorrisi.

venerdì 4 aprile 2008

Chiarimenti politici 2008




Un test efficace per posizionarvi nello schieramento.



http://www.voisietequi.it/index.html

giovedì 3 aprile 2008

Uccidendo un arabo









Stavo sulla spiaggia
con una pistola in mano
fissavo il mare
fissavo la sabbia
fissavo l’arabo al suolo
vedevo la sua bocca aperta
ma non sentivo suoni
Sono vivo
sono morto
sono lo straniero
uccidendo un arabo

mercoledì 26 marzo 2008

Cotton Lovers


E non lasciavo che al ricordo distratto la possibilità di fissare nel vuoto, tu ignoravi il presente chiedendomi “Quante vite hai?”. Ma mi piaceva quella finzione da grandi, tanto da conoscerne ogni legge.
I vuoti cinici venivano colmati con avidità, consapevoli della gravità dei segreti che incauti ci ripetevamo ad occhi chiusi. L’ironia nel bonificare il tempo rimanente impediva di imbrogliare, così mi sentii costretto a smettere di chiederti banalità. Mi parlavi di animali e replicavo con dolore e apparente maestria, mosso solo dalla voglia di restare chiuso dentro. Venezia, ancora tu che resti integra per me, mentre noi ci stringevamo e ridevamo, poi seri e lontani ne cancellavamo i muri.
Eccoti qui, ti accolgo arida e umida come ti vedo ma non più di quanto non lo sia io.

lunedì 17 marzo 2008

A questo mondo nessuno ti dà niente per niente, sarebbe una perdita di tempo per tutti e due












Ti sei mai accorto della paura che si legge dentro i tuoi occhi?
Ogni persona combatte principalmente contro se stesso e le proprie fobie interiori.
La persona UNO è la mente conscia critica e nevrotica.
La persona DUE è la parte inconscia, il sistema nervoso che sente tutto, in balia dell’emotività.
La parte UNO immagina che la parte DUE sia stupida e sorda e ingrata; lo strumento fondamentale diviene l’abilità di restare calmi in mezzo ai cambiamenti rapidi e sconvolgenti, la lotta titanica contro l’inquietudine e il lato oscuro della solitudine.
Obiettivo, far dialogare le due persone, evitando lo sfinimento per il controllo delle stesse, evitando logorii estremi per la ricerca dell’equilibrio.
Strategia: lucida forza di volontà con necessaria serenità di fondo.
Difficile a volte provare affetto verso la razza umana, per incapacità di poter portare un contributo davvero sensato, a se stessi in prima battuta, contrapposta all’illusione di comprenderne le reazioni.
Un passo ancora, solo un piccolo passo in avanti ancora …

venerdì 22 febbraio 2008

Dal meraviglioso regno animale

















Nella stagione dell’accoppiamento, il Vishido Orridus Ridicolum assume atteggiamenti totalmente contraddittori rispetto alla consueta condotta tenuta durante il corso della propria quotidianità.
Nella fase che precede la scelta dell’esemplare con cui riprodursi, si registrano lunghi appostamenti da parte dei contendenti al fine di attirare l’attenzione su di sè nei modi più svariati ed eccentrici. Studiosi hanno a lungo osservato da vicino e tentato invano di decodificare tale modo di comportarsi, giungendo alla conclusione che l’istinto animale non può essere riconducibile a nessuno schema predefinito nonché ripetibile.
Il più delle volte si registra una disparità numerica sproporzionata tra gli animali più ambiti e la totalità dei pretendenti al rituale dell’accoppiamento, creando lunghi periodi di inattività riproduttiva. Il prescelto (maschio o femmina), consapevole dell’avvicinarsi del periodo a lui favorevole ma pur non eccedendo in comportamenti tali da attirare su di se l’attenzione, è ben conscio che nei giorni più propizi all’attività sessuale il resto del branco del sesso opposto si produrrà in gesti atipici per questo mammifero, al fine di aver accesso all’esemplare prescelto. Tale è la tensione in questa fase da scardinare ogni equilibrio gerarchico e di anzianità all’interno del gruppo. L’esemplare favorito da tale abbondanza di concorrenti spesso temporeggia quasi a volere che la lotta sanguinaria per la elezione del proprio partner favorisca una selezione naturale che spesso, per la legge principale del regno animale, premia semplicemente il più forte e non il più degno. Una volta terminato il lungo periodo che elegge il soggetto dominatore – così viene riconosciuto dalla totalità del branco - destinato alla fecondazione, il resto degli animali perde totalmente interesse al rapporto sessuale e spesso cade una specie di prostrazione e di apatia nei confronti della vita sociale, del tutto simile a quella della razza umana. L’etologo inglese S.T.Quatsy afferma più in generale che nelle varietà monogame la selezione causata dai conflitti all’interno del branco garantisce normalmente un’equilibrata e serena continuità nella specie, in quelle poligame spesso queste dispute portano a gravi mancanze di atti riproduttivi veri e propri esacerbando, di fatto, il rischio di estinzione di questo splendido mammifero.

(fonte: National Geographics - Dr. S.T.QUATSY)

giovedì 14 febbraio 2008

Happy Valentine's day!




martedì 12 febbraio 2008

Psicofarmaco


Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza.

(Herbert George Wells)

lunedì 11 febbraio 2008

La boxe non è tra le discipline del triathlon


Mi tuffai con un impeto improvviso nel buio delle sue pupille, intuendo come nello stesso istante entrambi provassimo la suggestione di allontanamento dal mondo circostante.
Barcollai e presi tempo, sentendomi come un pugile quando è costretto a legare l’avversario per evitare altri cazzotti o forse perché non ha più la forza di darne a sua volta, non saprei dire. Fu in quel momento che mi assentai, per un periodo indefinito, sprofondando dentro un temuto quanto atteso blackout; ebbi la certezza che ciò che in questa esitazione apparve così grave e insopportabile, rese lucida in me la consapevolezza delle ombre alle nostre spalle. Odiai quella condanna e compresi anche il peso di quei nostri pensieri, che da tempo si cercavano e che, in una fortuita circostanza, si erano incrociati per rendersi stabili.

martedì 5 febbraio 2008

Vertigo









cerco una pagina bianca
quando sento il bisogno di farlo
e non sento il bisogno di farlo
perché vedo una pagina bianca
il senso lo trovo coi giorni
ma i giorni col senso non trovano
le risposte inseguite da tempo
se è solo il tempo a inseguirmi ossessivo
per risposte che da solo ho trovato

martedì 29 gennaio 2008

Into the wild


“I read somewhere how important it is in life not necessarily to be strong but to feel strong!”
“Some people feel like they don't deserve love. They walk away quietly into empty spaces, trying to close the gaps of the past. “
“If we admit that human life can be ruled by reason, then all possibility of life is destroyed. “
“The core of man’s spirit comes from new experiences.”
“When you want something in life, you just gotta reach out and grab it!”
“Happiness is real only when shared.”

Christopher McCandless_

venerdì 25 gennaio 2008

zero-40










Lascio alla Cinesica, suprema arte subliminale,
il potere del comando silenzioso.
Ora vedo un varco nella sfera più vicina a me,
in quella bolla invisibile così preziosa
dove l’espiazione sfiorò appena il vuoto.
Se saprai ascoltare, intuendo a fondo il grido
del linguaggio non-verbale,
le distanze tra di noi si annulleranno.

giovedì 17 gennaio 2008

Metamorphosis









Vedo nel tuo volo radente
le strutture ristagnanti del mio cervello modificarsi
incrinandone il sospetto.
Vedo il profilo della Fata d’argento
e lo fisso impietrito.
Io, forgiato dal privilegio,
rallento per ripartire cauto
fino a che non mi riappropri del battito
e della tua nitidezza reale.
Quando il tempo esplode
non si è mai abbastanza pronti,
nonostante il desiderio ossessivo
di sentirne il fragore.
Ogni giorno in cui mi meraviglio
deve giungere per essere al di sopra di ieri.

martedì 15 gennaio 2008

Crowd









Trasparente, svanisco tra occhiate anonime.
Severo, quando ritraggo un lembo di te.
Attonito, per la fervida ostinazione che benedico.

In tutto ciò acconsento a cabrate mentali,
libere,
offerte sotto la tutela della coscienza
che con tenacia ancora mi persuade.

Ma l’onda più alta, con veemenza,
sopraggiunge improvvisa
e nasconde e percuote assordante gli scogli.

Avvilito, resto aggrappato al prodigio taciuto.
La folla si accalca,
privandomi di questa ripetuta falsa ragione.

mercoledì 9 gennaio 2008

Sulla sabbia


Una linea sinuosa
scivola rosa.
Dimentica col vento,
che ne cambia i profili,
cancellando la storia
e ogni traccia di memoria.


Erg Chebbi, 31 dic 2007

venerdì 21 dicembre 2007

Marrakech Express


Ho deciso che il calendario 2007 lo brucerò con infinito sollievo il 31 dicembre tra le dune dell'Erg Chebbi, mentre mi troverò avvolto in un sacco a pelo, sotto un soffitto di stelle, probabilmente in compagnia di una borraccia riempita di Revel Chion Riserva.
E' il mio regalo dei 40 anni.

Tante belle cose a tutti, se possibile.


"…dobbiamo andare e non fermarci mai finche’ non arriviamo."
"Per andare dove, amico?"
"Non lo so, ma dobbiamo andare…"
J. Kerouac, Sulla strada

giovedì 20 dicembre 2007

MK




ESISTE SOLO UN NUMERO VERO: UNO.
E L’AMORE, A QUANTO PARE E’ L’ESPONENTE MIGLIORE DI QUESTA UNICITA’
(VLADIMIR NABOKOV)



E' finita
E' finita
La nostra favola, è finita.
Semplice e tragico
è finita tutto qua.

Eri tu il mio amore la mia dolce metà
la nostra vita insieme un'armoniosa unicità.
Se penso a quelle cose che morranno perchè
non potremmo più condividerle
muoio anch'io.

C'è qualche cosa di sbagliato nell'amore
C'è che quando finisce porta un grande dolore.
Perchè quando un'amicizia muore non c'è
questo strazio che sa di tremenda condanna?

...
l'inizio è stato pura paura
per la mia incolumità:
gli ho dato il nome della sventura
e l'ho tradotta in solitudine.

"siamo tutti soli?" mi son chiesto poi
sentendo il peso della sconfitta,
e una spirale malinconica
mi ha dato in pasto all'inquietudine.

...
Sto perdendoti
e quando accadrà
il demonio del grande rammarico
il mio girovagare dovrà
fuggire ovunque,
inseguito dalla colpa)

Di quel che sciupai
ben più sciuperò
fra i timori e l'inettitudine,
e a ogni persa occasione o viltà
la tua fine in me
crescerà come un'onta.

Canto il nulla che prenderai
dalle folli mie pene,
e non mi è di consolazione sapere
che son figlie anch'esse di te.

Stai guardandomi...
Ti sento...lo sai?
ma non serve a farti raggiungere
da un afflato di umanità.
E apatia ti dò,
anelando alla dolcezza.



"UNO" (2007) MARLENE KUNTZ.

martedì 18 dicembre 2007

Slegami













Lente boccate di Golden Virginia
sul balcone della cucina
mentre frugo nel cielo sopra il cortile.
La trovo, la fisso e deflagra.
Frammenti incendiati che bruciano addosso
e il bagliore si fonde con la mia velleità.

giovedì 13 dicembre 2007

Who's bad?


Non mi approvi così irrequieto e intransigente ero cortese adesso sono spietato e quanto rancore quanta asprezza reagisco in difesa reagisco malamente ma non mi rialzo correttamente allora meglio stare immobile o almeno rallentare devo ricordarmi di essere disciplinato mostrare la smorfia tipo paresi o il giro di boa non mi riporta indietro ma mi spinge al largo sempre più lontano e io mi sono dimenticato come si fa niente atteggiamenti di maniera così mi spingo al largo magari un po’ troppo magari anche no sono nell’orrido dove la pressione è maggiore la corrente è più forte ma di colpo si attenua e noi siamo uguali ma siamo diversi ma siamo uguali ma siamo diversi.
Sono come il burro mah della valle boh.

lunedì 10 dicembre 2007

All work and no play makes Jack a dull boy


all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy
all work and no play makes Jack a dull boy

venerdì 7 dicembre 2007

Il gioco delle sedie



“Si mettono al centro della stanza delle sedie; il numero di queste deve essere una in meno rispetto al numero dei bambini che partecipano al gioco. Quando inizia la musica i bambini girano intorno alle sedie e quando questa si interrompe tutti devono sedersi. Il bambino che resta in piedi è squalificato. Si toglie una sedia e si ricomincia. Vince l'unico bambino che riesce a sedersi sull'unica sedia rimasta.”

Non voglio commentare la crudeltà del gioco per il senso di frustrazione e inadeguatezza che crea nei suddetti mocciosi, ma ho l’impressione che questa logica perversa sia presente in molti aspetti del nostro transito terrestre. Spesso incontro persone per la paura di non trovare la propria sedia si gettano impetuosamente sulla prima che trovano, senza pensarci molto, senza valutare se è quella più adeguata, ma solo spinte dal terrore di essere fuori dal gioco. Per contro, mi accorgo che altre, pur non meritando la squalifica, si ritrovino estromesse dalla fase successiva, magari solamente per aver cercato la propria sedia, quella desiderata e non necessariamente quella più vicina.
E’ avvilente tanto l’ingiusta squalifica quanto il vedere piccoli bastardi su una sedia inadatta.

mercoledì 5 dicembre 2007

If you can't master English try Globish!


Its inventor, Jean-Paul Nerrière, doesn’t see it as a real language but a tool, a means of global communication. It’s a sort of English lite – a means of simplifying the language and giving it rules so it can be understood by all. Nerrière says. “The language spoken all over the world, by 88% of the people is not exactly English, but it works; it does the job .I don't think people who think this gives them an edge are right because it's not useful if they cannot be understood by English speakers.” Nerrière, who retired from the computer giant IBM, speaks excellent English. The main feature of Globish (Globe English) is that has only 1500 words. Grammar is not important. He had the idea while he was at a meeting in Paris. Before the meeting, one hundred colleagues from over forty different country were talking in a sort of English. Everyone was happy, and everyone understood. Then the two American speakers arrived to talk to the group but no one understood a world they said. And the Americans had difficulty understanding other people in the group! This is the problem, Do native Speakers of English understand Globish? No worries, Nerrière is writing a version of Globish to help the English understand, now available in the bookshops.
(from International Herald Tribune)

martedì 4 dicembre 2007

Da 0.












Io ti guardo quando sei qui
e perfino quando non ci sei.

Io ti osservo, incessante,
finanche quando scelgo di non farlo
e tu speri che il mio sguardo punti altrove.

Rientro in me, per poterne uscire ancora
e nel mio angolo, in silenzio,
penso a ciò
che tu da tempo non pensi più.

venerdì 30 novembre 2007

La tua faccia







Solo tu hai la facoltà di liberare il cielo
quando lento e fosco
soffoca il percorso di ogni evoluzione.
Sciogli i capelli e getta le braccia al collo
della fiaba che da sempre ci raccontano.
Solo tu sai come rendere più dolce l’inquietudine
quando spilla il suo sapore di condanna.
Brucio le spine che mi dissuadono,
se solo riconosco la tua faccia.
Domani tutto potrà mutare,
se solo riconosco la tua faccia.
Io resto qui, in attesa del tuo ritorno
ed è tempo ormai che ne venga il giorno.

lunedì 26 novembre 2007

Yo camino.













Ti piace travestirmi dei tuoi significati
tanto da non distinguermi dalla proiezione di te.
Ma il candore del tuo intento
mi fa sorridere con clemenza
e, dandolo per certo,
non desisterò nel tenerti vivo.

Ruota il caleidoscopio,
dentro la tua playlist preferita
e sconfigge il gelo che ti paralizza
mentre la nostra utopia evapora.

Ecco il nuovo margine dei vuoti emotivi,
delle linee rette spezzate,
e il nuovo valore della primaria complicità
nel loro parallelismo infinito.

venerdì 23 novembre 2007

Il mondo ha bisogno di eroi



• Quando Chuck Norris fa sesso con un uomo, non è perché è gay, ma perché aveva finito le donne.
• Chuck Norris non legge i libri. Li fissa fino a quando non ottiene le informazioni che gli servono.
• Dal 1940, anno di nascita di Chuck Norris, le morti causate da calci volanti a girare sono aumentate del 13.000%.
• Non ci sono disabili. Solo persone che hanno incontrato Chuck Norris.
• Chuck Norris una volta si è schierato per calciare il tiro di trasformazione di una partita di football tra scuole superiori. Visto che il pallone si era forato, ha persuaso gli arbitri a fargli effettuare il calcio con un bambino di 3 mesi. Chuck ha spedito 60 metri oltre i limiti del campo, e poi ha proceduto a scoparsi ogni ragazza dello stadio.
• Quando la moglie di Chuck Norris ha bruciato il tacchino il giorno del Ringraziamento, Chuck ha detto: "Non preoccuparti tesoro" e si è diretto nel cortile dietro casa. Dopo cinque minuti è rientrato con un tacchino vivo, lo ha interamente ingoiato, e quando l'ha ritirato fuori pochi secondi dopo era interamente cotto in salsa di mirtilli. Alla richiesta di spiegazioni da parte della moglie, Chuck l'ha colpita in volto con un calcio volante e ha dichiarato: "Mai discutere con Chuck Norris."
• Quelli che scorrono alla fine di una puntata di Walker Texas Ranger non sono i titoli di coda; in realtà è la lista delle persone che hanno ricevuto un calcio volante in faccia da Chuck Norris quel giorno.
• Le lacrime di Chuck Norris curano il cancro. Il problema è che lui non ha mai pianto.
• Chuck Norris non ha l'AIDS, ma lo trasmette comunque alle persone.
• Chuck Norris ha costruito una macchina del tempo e l'ha usata per tornare indietro in tempo per fermare l'assassinio di JFK. Come Oswald sparò, Chuck riuscì a deviare la traiettoria dei tre proiettili con il solo uso della barba. La testa di JFK però esplose comunque dallo stupore.
• Chuck Norris ha venduto l'anima al diavolo in cambio della ruvida bellezza e dell'incomparabile abilità nelle arti marziali. Subito dopo aver concluso la transazione, Chuck colpì in faccia il diavolo con un calcio volante e si riprese indietro l'anima. Il diavolo, che notoriamente apprezza l'ironia, ammise lo sbaglio e dichiarò che avrebbe dovuto schivare il colpo invece di abbassare la guardia. La coppia ora si ritrova per il poker ogni secondo Mercoledì del mese.
• Un uomo una volta chiese a Chuck Norris se il suo vero nome fosse "Charles". Chuck Norris non rispose, si limitò a fissare l'uomo fino a farlo esplodere
• Chuck Norris ha recentemente avuto l'idea di vendere la sua urina come bibita in lattina. Il nome della bevanda è Red Bull.
• Chuck Norris può portare una donna all'orgasmo semplicemente indicandola con un dito e dicendo "booya".
• Chuck Norris non dorme. Aspetta.
• Chuck Norris una volta abbatté un aereo tedesco puntandolo con un dito e urlando "Bang!"
• Dopo attenta analisi, il Presidente Truman scelse di lanciare la bomba atomica su Hiroshima all'alternativa di mandare Chuck Norris. Il motivo fu che venne ritenuta la soluzione più "umana".
• Chuck Norris spesso chiede alle persone di tirargli il dito. Quando lo fanno, li colpisce con un calcio volante nell'addome. Dopodiché scoreggia.
• Chuck Norris si è preso la mia verginità, e sicuramente prenderà anche la vostra. Se state pensando "Impossibile, l'ho già persa", vi state sbagliando di grosso.
• Chuck Norris usa un serpente a sonagli vivo come preservativo.
• Gli Alieni esistono. Stanno semplicemente aspettando la morte di Chuck Norris, prima di attaccare.
• L'ex-ragazza di Chuck Norris una volta gli chiese quanta legna avrebbe potuto fare una marmotta se le marmotte avessero potuto fare legna. Lui urlò: "COME OSI FARE RIME IN PRESENZA DI CHUCK NORRIS!" e le tagliò la gola. Tenendo la gola della ragazza ancora sanguinante tra le mani, muggì: "Nessuno prende per il culo Chuck!". Due anni e cinque mesi dopo, capì l'ironia dell'affermazione e rise così forte che chiunque nel raggio di 160km diventò sordo.
• Chuck Norris un volta ha mangiato 3 bistecche da 2 chili in un'ora. Ha speso i primi 45 minuti facendo sesso con la cameriera.
• Non esiste la teoria dell'evoluzione, ma solo una lista di creature a cui Chuck Norris permette di vivere.
• I bambini hanno paura del buio. Il buio ha paura di Chuck Norris.
• Chuck Norris non va a caccia, perché la parola "caccia" implica possibilità di fallimento. Chuck Norris va ad uccidere.
• Per dare prova che il cancro si può sconfiggere facilmente, si è fumato 15 stecche di sigarette al giorno per 2 anni per poi riscontrare 7 tipi diversi di cancro. Curò tutto con 30 minuti di palestra.
• Ogni fine settimana, Chuck prende a calci una dozzina di bianchi per dare prova che non è razzista.
• I Re Magi non erano tre, ma quattro.Chuck era il quarto Re Magio che diede a Gesù bambino il dono della "barba". Gesù la portò fieramente addosso fino alla morte. II tre Re Magi divennero gelosi e unirono le loro forze e saggezza per depennare Chuck dalla Bibbia. Poco dopo, morirono tutti e tre per morte causata da calci.
• Chuck Norris non parla. Lui pensa le parole e poi le manda al tuo cervello con un calcio volante.
• Chuck Norris non si lava i denti: mette il suo pugno davanti alla bocca e le placche saltano fuori
• L'elicottero è stato inventato dopo aver filmato Chuck Norris che faceva 8calci volanti consecutivi.
• Chuck Norris dona frequentemente sangue alla Croce Rossa. Non il suo.
• Se conti il numero di spermatozoi che i tuoi testicoli producono in una vita, sarà sempre inferiore al numero di donne che hanno avuto un orgasmo passando le mani fra i capelli di Chuck Norris
• Chuck Norris è la fonte di tutta la luce. Il sole prende il suo potere attraverso l'energia creata quando Chuck Norris colpisce chiunque con i suoi calci volanti.
• Chuck Norris non caga. Espelle debolezza.
• Una volta abbiamo dato una festa di laurea per Chuck: si è mangiato tutta la torta prima che riuscissimo a dirgli che c'era una spogliarellista nascosta dentro.
• Chuck Norris perse la verginità prima di suo padre.
• Mentre stava recitando per un episodio di Walker Texas Ranger, Chuck Norris resuscitò un agnello strofinando a lungo la sua barba su di esso. Poco dopo che l'animale era tornato in vita e una piccola folla si era raccolta attorno, Chuck Norris diede un calcio rotante all'animale, rompendone il collo, per ricordare ancora una volta alla folla che così come Chuck dà, Chuck toglie.
• Quando le sue arti marziali non riescono a risolvere una situazione spinosa, Chuck Norris si finge morto. Quando fingermi morto non funziona, si finge uno zombie.
• Anche se non è risaputo a tutti, esistono tre lati nella Forza: il lato buono, il lato oscuro, e Chuck Norris.
• Gli scienziati credevano che il diamate fosse il materiale più duro al mondo. Ma dopo incontrarono Chuck Norris, che gli diede un calcio rotante in faccia così forte, con così alto calore e pressione, che gli scienziati si trasformarono in copie di Chuck Norris.
• Il verso delle oche non produce eco. Chuck Norris è il responsabile di questo fenomeno. Se gli chiedete perchè lui semplicemente vi fisserà, ferocemente.
• Il calcio rotante di Chuck Norris è così potente che può essere visto dallo spazio, ad occhio nudo.
• Se volete una lista dei nemici di Chuck Norris, vi basterà controllare le specie estinte.
• Chuck Norris non ha bisogno di inghiottire quando mangia.
• Se Superman e Flash facessero una gara di velocità ai confini dell'universo sapete chi vincerebbe? Chuck Norris.
• Chuck Norris mangia i giocatolli dei transformer come veicoli e li caga trasformati in robot.
• Chuck Norris ha inventato l'acqua.
• Una volta, mentre si allenva con Wolverine, Chuck Norris perse il suo testicolo sinistro. Tutti ora lo conoscono con il suo nome scientifico: Giove.
• Chuck Norris è il vero padre di Luke Skywalker.
• Chuck Norris non corregge mai la sua pronuncia. Se per caso pronuncia male una parola, Oxford semplicemente cambia la pronuncia attuale.
• Chuck Norris è stato capace di vincere una partita a scacchi anche dopo che gli avevano mangiato il re.
• Chuck Norris un giorno ha creato un lanciafiamme urinando in un accendino.
• Una notte, durante un temporale, Chuck Norris è stato colpito da un fulmine. Il fulmine è morto sul colpo.
• Chuck Norris ha percorso tutto il campo di Holly e Benji. In un solo episodio.
• Chuck Norris rotola in salita.
• In una conversazione, è sempre Chuck Norris a rompere il ghiaccio. E lo fa con un calcio rotante.
• Chuck Norris può giudicare Caterina Caselli.
• Chuck Norris vinse una gara di tiro al piattello sparando cazzate.
• Agnelli portava l'orologio sopra al polsino, Chuck Norris le palle sopra ai boxer.
• Quando un uomo col fucile e uno con la pistola incontrano Chuck Norris, sono matematicamente morti entrambi.
• Quando Chuck Norris nacque ci furono ben 70 Re Magi che andarono a portargli in dono donne, sigari e fuoristrada.
• Chuck Norris è apparso alla Madonna.
• Un giorno, dopo aver sentito "I will survive", Chuck Norris decapitò Gloria Gaynor con un calcio rotante.
• Chuck Norris può dividere per zero.
• Contrariamente a quanto si crede, il vero nome di Chuck Norris è Chuck Morris. Purtroppo, una stanghetta della M è stata inavvertitamente amputata da un calcio rotante eseguito da Chuck all'anagrafe.
• Uno studio ha rivelato che le principali cause di morte negli Stati Uniti sono:
1-infarto
2-Chuck Norris
3-cancro
• Chuck Norris non porta l'orologio. Decide lui che ora è.
• Chuck Norris mangia la pizza con le dita, a volte aggiunge qualche oliva.
• Il titolo originale di "Alien vs Predator" era "Alien e Predator vs Chuck Norris". Il film è stato cancellato subito dopo essere entrato in preproduzione. Nessuno avrebbe pagato nove dollari per vedere un film che durava 14 secondi.
• Ad Heidi le caprette fanno ciao, a Chuck Norris rifanno il letto, lavano i piatti, stirano, spolverano e puliscono il water meglio della Luisa.
• Chuck Norris ha vinto il campionato mondiale di rutti con una scoreggia.
• Chuck Norris ha la retromarcia.
• Quando Spock da piccolo disubbidiva, le orecchie gliele tirava Chuck Norris.
• Un giorno Chuck Norris disse "Kung". E Kung Fu.
- Quando Chuck Norris fa le flessioni, non alza il suo corpo; spinge giù la Terra
- Chuck Norris ha due marce: avanti e uccidi.
- Le armi non uccidono le persone. Chuck Norris uccide le persone.
- Chuck Norris ordinò un Big Mac da Burger King. E lo ottenne.
- Alcune persone indossano il pigiama di Superman. Superman indossa il pigiama di Chuck Norris
- Il colore preferito da Ray Charles è Chuck Norris.
- La mamma di Chuck Norris è Chuck Norris

lunedì 19 novembre 2007

POSTumi.


Sempre più spesso sento menzionare i Blog, a volte intelligentemente molte altre a sproposito.
Una volta una cosa era vera perché l’avevano detta in televisione, poi era vera perché letta su Internet, adesso ci si nutre delle verità ottenute attraverso i Blog.
Il Blog di Beppe Grillo è il più letto d’Italia, ma anche i politici vantano i loro spazi sul web.
Un Dj/hooligan viene ammazzato all'autogrill da un poliziotto un pò goffo nell’uso della sua pistolina, o forse solo un pò più stronzo di alcuni ragazzotti che si chiavano di mazzate per un disaccordo stilistico sui colori delle rispettive sciarpe; a Perugia un musicista congolese, professione ed etnia fondamentale per le indagini, forse ha a che fare con lo sgozzamento di una studentessa inglese di nome Meredith … perché i notiziari hanno sentito la necessità di sottolineare l’esistenza dei loro BLOG?
Per alimentare questa nuova macabra morbosità, tutti giù a scavare tra i loro POST e a riempire i loro spazi di epitaffi patetici o insulti gratuiti! Sembra che ora tutto passi attraverso le parole e i pensieri che vengono annotati su questo moleskine-on-line del terzo millennio.
Tutto ciò che vi succede o che fate succedere verrà analizzato attraverso il vostro blog!
Maccheccazzo, non potete credere che la Verità sia da ricercare in un post!
Fidatevi di me, non vi sto mentendo …

giovedì 15 novembre 2007

Blonde Redhead


14.11.07 - Hiroshima mon amour – Torino

Sono le 20.15. Ho detto a Max che vado con lui a vedere i Blonde Redhead, ma sto per chiamarlo per dirgli che me ne sto a casa; li ho già visti altre volte, ho un gran mal di stomaco, fa freddo.
Voglia di uscire pari a zero o quasi.
D’altro canto “23”, l’ultimo loro lavoro, è uno dei dischi che negli ultimi mesi ho ascoltato di più, pertanto arriva provvidenziale il solito colpo di reni che in altre occasioni mi è venuto in aiuto e che mi vede costretto a ringraziarlo nuovamente... ’fanculo le scuse, muovo le chiappe ed esco!

Ho perso l’abitudine di andare a vedere concerti perché difficilmente mi appassionano come un tempo, ma Cristosanto ieri sera quei tre cosa mi hanno fatto provare!
Rispetto all’ultima esibizione vista (Ferrara - estate 2004) trovo l’interpretazione del live più aggressiva dal punto di vista sonoro, maggiore utilizzo dei loop e di corpose sovrapposizioni di basi.
I balletti epilettici di Amedeo contrastano con le sinuose movenze di Kazu, la sua voce a volte stridula, a volte ridicola altre ipnotica fende come una catarsi la spessa coltre sonora innalzata dai tre e raggiunge il pubblico, travolgendolo, che sembra pietrificato o in trance. Chiudo gli occhi, quasi commosso, danzo anch’io e lievito inerte facendomi sollevare da quel groviglio seducente che echeggia in uno spleen profondo di inaudita violenza. Ho imparato a capire che amare certi pezzi è un fatto puramente emotivo, irrazionale e inconscio, mi capita di individuare anche solo alcuni frammenti di brani che provocano in me trascinanti suggestioni.
Allora, non so perché, mi viene in mente una frase di Victor Hugo letta di recente e me ne compiaccio “La malinconia è la gioia di sentirsi tristi”.

lunedì 12 novembre 2007

Some kind of angel come inside


In certe circostanze e a mia insaputa, ho l’impressione che un elastico impercettibile ci si attorcigli addosso.
Accade che si estenda all’infinito, si assottigli e mi sembra di non vederti più, perdendoti.
In un tempo incalcolabile dalla massima distanza, ritorni improvvisamente vicino, tanto vicino da bloccarmi il respiro.

Il primo della Lista





Dopo che ho preparato la cena, mi siedo a tavola e mi dico BUONAPPETITO.
Quando spengo la luce appesa sopra la mia testa prima di addormentarmi, mi dico BUONANOTTE.



Non voglio perdere l’abitudine nel farlo.
Non voglio perdere le abitudini.
Sentire quelle parole, che rimuovono lo strato più superficiale di selvaticità, ridà le giuste proporzioni ed una presenza dignitosa al contesto, privandolo di ogni sorta di ostilità.
Trovo talvolta un po’ sinistro il protrarsi di un silenzio troppo esteso e sento la necessità di infrangerlo costantemente.
Si sa, io sono per la comunicazione essenziale, ma di quelle poche parole, dosate e pronunciate quasi formalmente non posso farne a meno. Laddove le circostanze lo consentono, mi piace sentire quel suono che frantuma i cristalli quando l’attimo rischia di congelare.
E’ un augurio adombrato da un tono vagamente rancoroso, ma la rabbia è spesso una buona amica, un’alleata che consente di mantenere la dignità nei gesti quotidiani di base.
Perché anche se oramai, in fondo, mi sento a mio agio nel disagio, devo sempre ricordare che sono IO il primo della Lista.

martedì 6 novembre 2007

Mi presento, sono Danilo


Ecco alcuni stralci tratti da @mail, chat o dialoghi tra me e il mio amico.
(per Kevin Smith: io te lo consiglio per Clerks III, poi vedi tu...)



Ho la faccia così gonfia che ci stanno 4 occhi

Tu hai insegnato profondamente alla tua ex il significato dell’amore.
Appena l'ha capito è andata fuori a cercarlo.

I tuoi ex suoceri ti vogliono così bene che ti chiederanno di fare da testimone al matrimonio della figlia

Penso così tanto al sesso femminile che mi sanguina il naso una volta al mese.

Io:. Vieni al corso di Psicologia con me?
Danilo: mmmh non è che mi interessa tanto...
poi scopro che sono esaurito o magari mi faccio venire la depressione per poterla studiare da vicino o mi spingo al suicidio per vedere i meccanismi che spingono le persone al suicidio

ANSA - Cavaglià, 23 ottobre 2007. Lo stupratore delle insegnanti colpisce ancora. Trovata docente di psicologia affogata nel liquido seminale. Dopo un attento esame gli investigatori affermano "Oh deve avere tenuto da parte tutta 'sta roba per almeno 8 mesi"..

Te a forza di scrivere robe da preso male sul tuo blog finisce che scopi davvero …

Oh ma te lo sai che l'orata nella prima parte della sua vita è maschio e poi ad un certo punto diventa femmina?
proprio come te! sei un'orata!

ANSA: falsa la traccia di cervello trovata nel cranio di una donna...

Danilo: questa sera esco con xxx
Io: ma è fidanzata?
Danilo: non so se è fidanzata
stasera è la seconda domanda che le faccio
la prima è "puoi toglierti i pantaloni?"
poi le racconto la tua storia per intristirla e scoparmela
sai le ragazze tristi te la danno più facilmente

Io: Di che anno è? Vuole figli?
Danilo: 1976. Vuole 1976 figli.


Lo sai che se ti fai investire da un'auto poi sui giornali scrivono che sei il nuovo Pasolini?

Forse dovresti prenderti una mucca anche tu.
Se Sandro ci passa così tanto tempo assieme significa che è molto più interessante di te.


Tu non sei inutile neanche da morto se puoi diventare humus

POESIA DEL 5 DICEMBRE
mi sento solo e triste ora
un piccolo pulcino bagnato e inutile
un giocattolo fuori moda
una scatola di farmaci scaduti
una foglia secca strapazzata dal vento
sono come uno zerbino di un albergo chiuso per fallimento
sono il cilindretto dell'inchiostro delle bic ma senza inchiostro
sono come la mensa dei poveri senza i poveri
sono come le tue mutande, giallo davanti marrone dietro
sono come tu mi vuoi
mi sento come i rospi schiacciati in mezzo alla strada quando sono secchi e piove e il cadavere si gonfia di nuovo
mi sento come i cartelli dei paesi calabresi sforacchiati dalle pallottole
mi sento come un beagle alla rbm
mi sento come la maggie
mi sento come i fiori di crisantemi sulle lapidi dei caduti 6 mesi dopo il 4 novembre
mi sento come sandro quando valentina non mangia la biada
mi sento come silvio pellico che ha finito l'inchiostro per scrivere le mie prigioni
mi sento come le briciole sulla tovaglia il giorno dopo natale
mi sento come il tetrapak del tavernello vuoto che cade dal camion della spazzatura
mi sento come il riso in mezzo alle piastrelle della chiesa dopo un matrimonio omosessuale clandestino
mi sento come un bancomat avaro di emozioni
mi sento come un fazzoletto che hai usato per pulirti dopo che hai vomitato
mi sento come il bidone pieno di brace abbandonato acceso dalle nere la sera a colleretto
mi sento come le piume del colombo infilate nel radiatore del tir che ha investito il colombo
mi sento come i tappeti di mia nonna fatti con la pelle del coniglio


16 aprile 2008
(riferendosi al Buddismo) Come cazzo puoi pensare che se fai dei gargarismi tutti i giorni la tua vita migliorerà?
......
danilo: sei come londra che ha ricostruito le macerie ed è rinata splendida dopo i bombardamenti tedeschi!
danilo: sei passato in mezzo ad una guerra... eri partito perdente... hai finito vincitore e hai conquistato anche nuovi territori
me: wow! se non ti conoscessi direi che sei frocio e ci stai provando ...
danilo: io sono bravo nella guerra di posizioni sai...
me: specie la guerra alla pecorina
danilo: è una di quelle che preferisco





...to be continued ...

(gli aggiornamenti verranno sempre aggiunti a questo post, quindi tenetelo d'occhio)

mercoledì 31 ottobre 2007

Apologia della solitudine


Dei giorni che scivolano via,
nel tempo in cui innalzo furiose architetture di instabili parole,
afferro l’essenza dell’Egoismo
e ne filtro il pretesto da me stesso creato.

Respiro una certa bramosia in questa urgenza,
e c’è qualcosa di fottutamente malato
nella fuga continua per tenerla in vita e pronto ad accoglierla,
mentre immagino il suo sapore dolciastro
il cui pensiero, cullandomi, determina ogni decisione.

Stringila forte e desiderala,
avvolta nei suoi mille volti cangianti;
magnifica sempre la doverosa terapia, l’unica possibile.

Disertare è da bastardo,
ma mi nascondo nuovamente,
con la coscienza nitida di perdersi,
annegando nel suo sguardo saturato di fiducia.

Anche adesso continuo in questo inganno,
fino a quando rivedrò luccicare,
imprigionato in fondo ad un abbraccio
il mio corpo cieco roteare
e rendendole di nuovo la libertà
ho scoperto, furtivamente,
una nuova identità.

lunedì 29 ottobre 2007

Voglio infrangere il cristallo


L’avevo detto e l’ho fatto.

La sveglia suona alle 5.30, interrompendo un incubo che di tanto in tanto torna a farmi visita rinnovandosi ogni volta, rappresentato in situazioni sempre più grottesche che evito di raccontare, anche perché ho venduto i diritti a Stephen King.
Lo so, sentire il cicalino a quell’ora può essere fastidioso, ma ho quella specie di eccitazione che si prova da bambini quando ci si alza presto per un buon motivo, tipo andare a sciare lontano o si parte per il mare e non basta l’idea che sia lunedì per rovinarmi l’euforia.
Faccio colazione, meno pantagruelica del normale, mi vesto rapidamente, prendo la sacca bianca e blu sempre pronta, mi butto in auto e percorro più spericolato del solito le strade deserte e addormentate.
Alle 7.00 a.m. sono davanti alla nuovissima Sporting Pool di Novara pronto a “rompere l’acqua” per primo, come adoro fare.
Mi accorgo quanto sia assurda la situazione quando mettendomi il costume vedo sulla pancia ancora i segni e le righe delle stropicciature del sonno. Rido. Faccio la doccia e mi piazzo sul blocco della corsia 5, quella centrale. Prima di tuffarmi mi godo lo spettacolo di quella lastra di cristallo che mi trovo davanti, resto immobile qualche istante prima di violarla e penso al CRISTALLO, una parola che se scandita lentamente si riempie del suo significato e della sua trasparenza.

SWOOOOOSSSHHHHHHHHHH.

Fino alle 7 e mezza in acqua ci sono solo io e a due corsie di distanza un altro esaurito ma vinco sicuramente io per motivi di residenza. Riesco ad arrivare in ufficio puntuale e con un’esaltazione inconsueta per una nebbiosa giornata di inizio settimana.
Il difficile è giustificare ai colleghi il segno degli occhialini da piscina che per qualche ora appaiono evidenti sul viso.
Ai più diffidenti faccio annusare il braccio per far sentire l’odore del cloro.

Ma il vero progetto folle che non ne vuole sapere di abbandonarmi è quello di violare una piscina di notte, abusivamente, nel buio totale e assolutamente da solo.

mercoledì 24 ottobre 2007

Psicologia I


Pensa alla tua immagine da bambino, pensala con intensità. Ricordati come eri vestito, dov’eri, ogni dettaglio possibile e se eri felice o no in quella occasione, Ora vai da quel bambino abbraccialo e digli che adesso ci sei tu a proteggerlo.

La consapevolezza e l’accettazione di sé, così come l’autostima, si comincia a sviluppare intorno agli otto anni. E’ possibile fare un percorso a ritroso e con questo esercizio superare ciò che di gravoso - e a volte doloroso - dal passato ci portiamo dietro.

lunedì 22 ottobre 2007

Claustrofobie (revised)



Forse vi siete preoccupati per l'immagine un pò inquietante del post precedente più che per il contenuto... Per tranquillizzarvi sul mio stato di salute (fisico, su quello mentale non garantisco da tempo) ho trovato un urlo più adeguato, che completo con qualche aforisma e citazione del personaggio ivi raffigurato.


- Che cos'è la mente? Non-materia. Cosa fa la materia? Non mente.
- D'accordo niente panico. Mi rifarò del denaro vendendo uno dei miei fegati. Posso sopravvivere con uno solo.
- In quale modo l'educazione dovrebbe farmi sentire più intelligente? Ogni volta che imparo qualcosa di nuovo, questo spinge fuori le vecchie cose dal cervello. Ho frequentato il corso per fare il vino in casa e ho dimenticato come guidare.
- Sono sempre stato un uomo obeso intrappolato nel corpo di un uomo grasso.
- Conosco un modo per risolvere i nostri problemi finanziari! Marge, puoi affittare il tuo utero ad una ricca coppia senza figli. Se sei d'accordo, dimostralo facendo l'indignata...
- Bisogna essere in due per mentire, uno che mente e l'altro che sente.
- Abbiamo l'ordine di non sparare a nessuno tranne che a Green Peace.

Claustrofobie


Diffida se t’incantano più le parole che le azioni, specie quando ti sfuggono via, tra le dita chiuse in un pugno stretto di rabbia. Sorprendenti le attenzioni e i gesti di stima, sorprendente la trasformazione delle convinzioni, sorprendente ciò che mi impedisce di riconoscermi così decorato. Tracannare fiele e assuefarsi al veleno. Ho sempre odiato l’arte dei suoni gioiosi eppure avvolto da queste sonorità fosche mi rifugio in atteggiamenti dissacratori e saturi di crudele sarcasmo difensivo. Un sole ingannatore impedisce di distogliere lo sguardo perso là in fondo, dove l’orizzonte si mescola con il cielo. Ma è qui in queste stanze, quando questa penombra mi sfiora e mi soffoca, che mi rendo conto dell’equilibrismo necessario, quello che impietoso sembra indicare la naturale via d’uscita. Non sono più in grado di essere trasformato e devo assecondare solo la mia inclinazione ingrata. Qual’è l’unica via percorribile? Di cosa siamo fatti? Come sassi, si schiantano sul parabrezza, scheggiano impercettibilmente il vetro e producono crepe che sembrano immobili ma avanzano lente e inarrestabili. Ogni pensiero sembra smarrirsi se lo costringo invano dove sembrerebbe naturale indirizzarlo. Devi aver timore e non fermarti alla desueta mia immagine sublimata. Saper riconoscere il canto delle sirene, l’urgenza di perdersi è un delirio transitorio che rende inaspettati vantaggi e pesantissime conseguenze, irritandomi per ogni inquinamento esterno che solo io posso decidere quanto debba influenzarmi. Sono cerchi concentrici che sbarrano il passo tra il restare immobile dove vorrei e una corsa affannosa; cerchi concentrici che mi trattengono in una spirale dalla quale non sono in grado di svincolarmi pur avendone il potere, come un’onda lunga ingestibile che cattura ogni oggetto lasciato a riva, riportandolo inesorabilmente al largo, di nuovo lontano.
Non pretendo che tu capisca ma invoco di lasciare che abbia la sensazione di trarne vantaggio, in un genuino sacrificio. Che possa cambiare, che trovi il mio posto, che l’opalescenza muti in trasparenza che faticosamente accettata mi protegga, con la violenta certezza che accada. Se non sono in grado di riappropriarmi del tuo valore, io ringrazio per l’incitamento a non fermarmi ancora. La prossima magia fa che sia davvero strabiliante perché possa essere davvero convinto di poterla sostenere. Fa che domani all’alba i rumori della tua presenza mi risveglino, meravigliandomi per un silenzio finalmente violato.

giovedì 18 ottobre 2007

Bushismi




Tutte le mattine, la prima cosa che faccio è accendere la radio e ascoltare il GR2, edizione delle 6.30. Stamattina, mentre mi abboffavo di Yogurth, cereali, torta di mele e caffè, sento queste notizie:


- Bush incontra il Dalai Lama e gli consegna la Medaglia d’oro del Congresso “come riconoscimento ad un simbolo universale di pace e tolleranza”. Pechino s’offende.
- Il parlamento turco ha approvato una mozione che da carta bianca all’esercito per attaccare i ribelli Kurdi rifugiati in Iraq. Bush commenta ”Ci sono modi migliori per affrontare la questione piuttosto che con un intervento militare”.
- USA: Nuovo minimo storico per i consensi al presidente BUSH (26%).


Giungo allora ad una conclusione: se la popolarità di Bush ha raggiunto questi livelli non è colpa del Presidente, sono gli americani che non hanno alcun senso dell’umorismo.

mercoledì 17 ottobre 2007

Maleducazionecontinua?



Succede talvolta che arrivi in ufficio e senti delle cose che sai di non poter sopportare a quell'ora. Senti un collega chiedere se alle Primarie ha vinto la destra o la sinistra. Vai a prenderti un caffè per evitarti una condanna per omicidio e senti una che dice all’amica che domenica è stata a Cogne, ma non ha potuto avvicinarsi alla casa della Franzoni perché è transennata.
Vuoi proporre loro una gita a Garlasco, che attualmente forse non è ancora così gettonata, con un po’ di fortuna ci si può anche imbattere nella bici di Alberto Stasi, sennò c’è sempre Via Poma che non è male …
Sono quei giorni in cui il tuo scazzo, già provato dal logorio della vita moderna, sta raggiungendo la soglia del warning e così ti informi se la Ryan-air ha dei voli low cost per Saturno, solo andata possibilmente.
Le giornate corte, il partire al mattino quando il sole non è ancora sorto e rincasare quando è già calato, ti sta facendo venire un po’ di ansia per l’inverno alle porte, cosa t’inventi per far passare i prossimi mesi adesso che le attività all’aperto sono precluse?
Inaspettata, una scoperta fulminante ti fa cambiare umore. Rincuorato dal tuo saper aspettare, ti puoi imbattere in piccole rivelazioni che, se sai apprezzarle, ti fanno passare la voglia di staccare quel biglietto per un altro pianeta.
In modo del tutto fortuito, un must per gli accadimenti più sorprendenti, scopri che esiste L’UNIVERSITA’ POPOLARE BIELLESE PER L’EDUCAZIONE CONTINUA, un titolo che già ti esalta e dove anche nelle varie sedi sparse nella provincia di Biella c’è la possibilità di frequentare innumerevoli corsi, dal cinese all’enologia, dalla metafisica alla falegnameria.
Sei passato in segreteria per un corso di INGLESE e ti sei ritrovato a frequentare PSICOLOGIA!
Hai passato l’ultimo anno a screditare la provincia di Biella ma con questa iniziativa sei costretto a ricrederti.
Ora il problema diventa: perché la settimana ha solo 7 giorni?

www.upbeduca.it

martedì 16 ottobre 2007

Vuoi una sigaretta? No, voglio rimanere nervoso.



Vi è mai capitato di inseguire un obiettivo e di scoprire che avete impegnato tutte le vostre forze invano, perchè quello che cercavate era altrove?
Vi siete mai aggrappati all'orgoglio e all'ambizione finendo per ferire voi stessi e le persone che amate?
Quante volte avete dovuto ammettere che fuori dal cerchio del vostro IO non capite granchè e giurate, mentendo, di aver cercato una strada negli altri e con gli altri?
Ora fermatevi, smettere per un attimo di fare quello che state facendo, appoggiate per terra questo libro e chiedetevi:
"Cos'è che in questo momento vorrei fare più di ogni altra cosa?".
E fatelo.


Maksim Cristan (FANCULOPENSIERO) - Feltrinelli -

lunedì 15 ottobre 2007

Dolo protettivo








- Stai giocando sporco, Stephan!
- Niente affatto, cerco solo di comportarmi normalmente, senza pregiudizi ne regole di buon senso.
- Sappi che stai perdendo il controllo di una tua reazione che sa di furiosa cinica vendetta. Sadica e crudele!
- Vendetta? La vendetta colpisce le persone colpevoli delle situazioni che la generano, nel mio caso come vedi non è così.
- Beh, non ti gioverà per niente se non farti credere di dare un senso di giustizia ad una partita che di onesto non ha più nulla, che ha perso oramai tutta l’innocente naturalezza della quale ti sei sempre vantato.
- Lo so che non probabilmente non sarà più così, ma non faccio altro che lasciare scorrere tutto senza opporre resistenza, senza affanno.
- A cosa ti serve la compassione per le vittime incolpevoli se non poni fine a questa inutile farsa, cosa credi di dimostrare?
- Incolpevoli non troppo … poi lo faccio per me, ma non sono io la causa di alcuna sofferenza pertanto non provo nessuna compassione.
- Sei oppresso da una logica circolare, che si traveste da alibi, Stephan, e non fai niente per evitarla!
- No, ogni giorno scopro l’ennesimo lato sconosciuto. Illudersi rende giustizia ad una necessità orami resa asfissiante da questa perdita di contatto.
- Allora è bene che tu sappia che per reati come questi, compiuti con l’aggravante della boriosa onestà, potresti pagare un prezzo molto alto.
- Lo so, Camille, lo so.

giovedì 11 ottobre 2007

Les vieux amants












Bien sûr, nous eûmes des orages
Vingt ans d’amour, c’est l’amour fol
Mille fois tu pris ton bagage
Mille fois je pris mon envol
Et chaque meuble se souvient
Dans cette chambre sans berceau
Des éclats des vieilles tempêtes
Plus rien ne ressemblait à rien
Tu avais perdu le goût de l’eau
Et moi celui de la conquête

Moi, je sais tous tes sortilèges
Tu sais tous mes envoûtements
Tu m’as gardé de pièges en pièges
Je t’ai perdue de temps en temps
Bien sûr tu pris quelques amants
Il fallait bien passer le temps
Il faut bien que le corps exulte
Finalement finalement
Il nous fallut bien du talent
Pour être vieux sans être adultes

Et plus le temps nous fait cortège
Et plus le temps nous fait tourment
Mais n’est-ce pas le pire piège
Que vivre en paix pour des amants
Bien sûr tu pleures un peu moins tôt
Je me déchire un peu plus tard
Nous protégeons moins nos mystères
On laisse moins faire le hasard
On se méfie du fil de l’eau
Mais c’est toujours la tendre guerre

Jacques Brel

domenica 7 ottobre 2007

Non si può morire dentro! Esci, per cortesia


Molto spesso mi ritrovo solo a spingere sui pedali della Poderosa nei boschi intorno al lago. Capita frequentemente di svoltare senza esitazioni in sentieri sconosciuti e mai percorsi, vincendo ogni esitazione come quella di perdersi, di dover affrontare difficoltà eccessive o che la nuova direzione non porti da nessuna parte o addirittura finisca nel nulla. Ciò accade per la consapevolezza di avere sempre facoltà di alternative, come scendere o spingere se troppo impervio, tornare indietro, ritrovare uno sterrato conosciuto, tutto ciò supportato dalla coscienza di avere il tempo necessario per porre rimedio ad una scelta infelice; non solo, spesso queste svolte azzardate riservano scorci inaspettatamente incantevoli che ripagano la decisione di lasciare i soliti tracciati. Ma tanto vengo compiaciuto da questo conforto quanto è il fastidio che provo incontrando altri bikers, sollevando una gran quantità di punti di domanda su questa apparente contraddittoria incoerenza.
Preferisco la sella al tram e il cielo stellato al soffitto,
preferisco il sentiero oscuro e difficoltoso verso l'ignoto alla strada asfaltata
e la pace profonda del selvaggio allo scontento generato dalle città. (E. Reuss)

martedì 2 ottobre 2007

Moltheni





"Io non sono come te"
(EP - La tempesta dischi - 2007)






La prima considerazione che mi viene da fare trovandomi tra le mani questo nuovo lavoro di Moltheni è puramente estetica: la front cover ricorda moltissimo il retro di Felt Mountain di Goldfrapp.
La seconda è che Umberto Giardini in questa occasione ha lasciato fuori dallo studio la sezione ritmica e un po’ mi dispiace.
La terza mi fa pensare che sarebbe un peccato che per qualcuno questo fosse il primo approccio con l’artista marchigiano e questo non vuol essere un giudizio negativo sul disco ma una riflessione sul fatto che non lo si può comprendere e apprezzare a pieno senza conoscere i lavori precedenti.
Un EP che da continuità alle sonorità di Toilette Memoria, rappresentate principalmente da un piano Wurlizer, una chitarra acustica e dalla voce di Moltheni, un disco che bisogna ascoltare lasciandosi abbracciare senza timori, perdendosi nella sua sobria rotondità, dandosi tutto il tempo necessario per assaporarlo in profondità.
Sono 6 pezzi levigati raffinatamente in uno studio in Svezia, resi morbidi e privati di ogni spigolosità da Kalle Gustafsson, che non entrano nella pelle al primo ascolto, ma quando lo fanno dilatano i pori lasciando addosso una sensazione intensa di benessere, come quella del tiepido sole di ottobre.

domenica 30 settembre 2007

Born to be Bruto


Ci sono giornate come quella di venerdì nelle quali si susseguono troppe situazioni contrastanti per essere affrontate con leggerezza e senza conseguenze.
Al mattino un incontro nel quale ho valutato tutti gli aspetti legali, burocratici e fiscali - tralasciando quelli emotivi, più intangibili ma in maggior misura laceranti - relativi alla destinazione futura e alla gestione di un immobile rappresentante il sommo grado, il punto di arrivo di decisioni tormentate ma consapevoli portate avanti per anni, prese con l’obiettivo di dare un senso, un valore ad un INIZIO che si spogliasse di quel senso di precarietà del quale fino ad allora la vita era stata permeata. Il pomeriggio un cambio di scenario deciso ma strettamente legato allo scatenare della situazione affrontata al mattino, costituito dal viaggio a Bologna e l'irruzione nella mia vecchia azienda, un gesto che da molto tempo volevo fare, una mossa che sapevo avrebbe provocato in me e, a conti fatti, anche nelle persone conosciute e lasciate oltre tre anni fa, profonda emozione.
Già rifare la strada in auto, vedere da lontano la sagoma di San Luca che per tanti lunedì mi ha preannunciato con qualche km in anticipo che la Città Rossa era vicina, la strana familiarità che il capoluogo emiliano mi ha sempre infuso, nonostante il mio arrivo qui nel 2002 fu un trasferimento forzato da Milano, è stato il solito flashback al quale mi espongo ogni qualvolta faccio questo percorso.
Ma ora è diverso, ho aspettato mesi per rifare questo viaggio, mi sono imposto di farlo quando mi sarei sentito in grado di fronteggiarlo consapevolmente nel mio nuovo status e soprattutto legittimare con la maggiore serenità possibile, se possibile, le importanti valutazioni che mi hanno allontanato da qui.
Tanto naturale quanto da lasciare incredulo il varcare quella soglia e percorrere quegli spazi, ma soprattutto ritrovare immutati tutti quei volti da quell’ultima volta che, non dimenticherò, mi attendevano nel parco di Via Corticella per salutarmi sotto lo striscione “Ciao Bruto!”.
La mia intenzione era solo quella di passare in orario lavorativo per salutare tutti in un colpo solo, ci tenevo molto a farlo, ci tenevo molto a ribadire che custodisco nella mia memoria quel pomeriggio in Via Corticella, ma il subbuglio che la mia incursione e la mia presenza in quel luogo ha scatenato, accompagnato ad ogni incontro dalla stessa domanda esortativa - “Ritorni?” - non mi è scivolato addosso con indifferenza.

Basta una notte dal sonno incontrollato,
per confondermi daccapo e mortificare il giorno
in cui la tregua vacillante che mi ero concesso
inesorabilmente annichilisce.

domenica 23 settembre 2007

Il Trono Imperiale



Vorrei fare un sondaggio tra le centinaia di migliaia di lettori che cliccano FIND A CURE quotidianamente.
Il sondaggio verte sull’argomento in evidenza nel titolo, il Trono Imperiale e vuole mettere in luce il grado di conoscenza della platea su questo nodo basilare intorno al quale ruotano le nostre esistenze. Per rendere attendibile il sondaggio, così come suggerisce l’Abacus, è assolutamente vietato andare su Guugol a cercare notizie prima di rispondere - tanto vi sgamo - anche perché chi contravverrà a questa richiesta riscontrerà probabilmente solo un simpatico giocattolino della Playmobil così nominato. Peccato, non si tratta di quello. Se le prime proiezioni degli exit pol dimostreranno, come auspico, che almeno la metà degli aventi diritto al voto non ha un’idea chiara sulla questione – ribadisco chiara non vaga – potrò ritenermi soddisfatto: il mio grado di ignoranza è meno imbarazzante di quanto creda, pertanto il mio senso di inadeguatezza e inutilità su globo terracqueo potrà rientrare in limiti tollerabili, lasciandomi ancora per qualche tempo libero di camminare a testa alta per le vie di Viverone e provincia.
Dico così perché qualche tempo addietro ho dovuto affrontare con imbarazzo preoccupante, accompagnato da una smarrita faccia senza sguardo, l’evidente mia incompetenza su questa spinosa questione ed altre della stessa… categoria merceologica. Sono consapevole, e ne sono fiero, di essere sceso per certi versi dalla montagna con l’ultima piena, ma non posso permettere che il fagocitante territorio urbano mi faccia sentire così impreparato!
Bene, adesso che siete arrivati alla vostra veneranda età, non si sa come, ottenebrati dall’ignoranza e accertato che il sondaggio avrà dato l’inevitabile esito scontato, voglio tranquillizzarvi dicendovi che ciò nonostante la continuazione della specie umana potrà essere garantita ancora per molto tempo, cambiamenti climatici permettendo.

P.S. a quelli che sono sopra la media e conoscono l’argomento trattato, rifuggendone, voglio comunque dire di non preoccuparsi: l’eventualità che vi venga chiesto qualcosa di più di una semplice descrizione è altamente improbabile.

venerdì 21 settembre 2007

Matrix







- (Morpheus) Hai lo sguardo di un uomo che accetta quello che vede solo perché aspetta di risvegliarsi... e curiosamente non sei lontano dalla verità. Tu credi nel destino Neo?
- No.
- (Morpheus) Perché no?
- Perché non mi piace l'idea di non poter gestire la mia vita.
- (Morpheus) Tu sei l'Eletto, Neo. Vedi, tu hai passato gli ultimi anni a cercare me, ma io... è una vita... una vita intera che cerco te
- (Morpheus) Devi lasciarti tutto dietro, Neo. Paura, dubbio, scetticismo. Sgombra la tua mente.
- (Morpheus) È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.

- (Trinity) So perché sei qui, Neo. So cosa stai facendo. So perché non dormi. So perché vivi da solo. Lo so perché a suo tempo ho cercato la stessa cosa. E quando lui ha trovato me mi ha detto che non cercavo qualcosa di preciso, ma che cercavo una risposta. È la domanda il nostro chiodo fisso, Neo. È la domanda che ti ha spinto fin qui. E tu la conosci, come la conoscevo io.
- (Trinity) La risposta è intorno a te, Neo. E ti sta cercando. E presto ti troverà, se tu lo vorrai.

- Mi fanno male gli occhi.
- (Morpheus) Perché non li hai mai usati.
- (Morpheus) Benvenuto nel mondo vero.

martedì 18 settembre 2007

Anche le sofferenze aiutano a crescere se supportate da una corretta alimentazione.


… e adesso a me mi piace dire questi abbinamenti:

riso bollito con uvetta
carote lessate con noce moscata
insalata di spinaci freschi con fagioli rossi
zucchine in padella con menta
crema di zucca e broccoli
cipolle al forno e uva sultanina
parmigiano con aceto balsamico
ricotta con foglie di basilico
taralli pucciati nel vino rosso
torta carote e mandorle
macedonia di solo pere e fichi (se rubate dietro casa mentre vado a correre ancora meglio)
Grappa Revel Chion dopo il caffè nella tazzina.

altri?

venerdì 14 settembre 2007

Il mese più freddo dell'anno


Corri adesso, corri respirando la fortuna generosa che ti circonda.
Ti chiedi perché fa buio presto ma un’aria fresca ti rinnova più sfrontato;
a destra il bosco, a sinistra il lago e due mongolfiere che ne tingono la superficie, il profilo rassicurante della Bella Dormiente è nero, stagliato di fronte a te. C’è solo il suono simmetrico delle tue scarpe e di pensieri veloci, di spinte in alto.
Corri e allontani il rimprovero che incalzandoti ripete con ossessione di voler non essere mai esistito.
Tu senza voltarti, corri dritto dove il presagire sa sedurti ancora, noncurante di ogni assillo regredito.
Se non è vero che hai paura
non è vero che ti senti solo
non è vero che fa freddo
allora perché tremi in questo agosto?

giovedì 13 settembre 2007

Peace Reporter



Ho il dovere di fare una segnalazione, per coloro che sentono la necessità di un'Informazione che vada oltre la macchia di sangue di Garlasco o della roncola di Cogne e desiderino un quadro completo delle realtà ben più gravi presenti fuori dai nostri confini, quelle che troppo spesso, io compreso, ignoriamo.
Ieri sera sono stato alla Feltrinelli di Milano, in occasione dell'uscita del primo numero su carta stampata del mensile PEACE REPORTER, presentato dal suo direttore Maso Notarianni e interventi di Gino Strada, Lella Costa, Moni Ovadia e Gianni Mura.
Peace Reporter nasce on line nel 2004 da un'idea di Emergency, come strumento di diffusione di una cultura di pace. Da oltre tre anni si occupa di conflitti dimenticati e di diritti umani, realizzando reportage da tutte le zone di guerra del mondo, mettendo l'accento su storie e luoghi spesso ignorati dal giornalismo tradizionale, raccontando la guerra dalla parte di chi la subisce sulla propria pelle, la popolazione civile.
Inevitabilemente stamattina come primo impegno ho voluto mettere sul mio Blog il link di questo sito e segnalare che il mensile non si trova presso le edicole ma solo presso le librerie Feltrinelli o si può riceverlo in abbonamento per posta.
E' bello, completo e con immagini che non possono lasciare indifferenti.
Nel mondo ad oggi sono in corso 32 guerre. Io non lo sapevo e me ne sono vergognato, per questo stamattina ho deciso di scrivervi questo post.

martedì 11 settembre 2007

Non scherziamo sulla vecchiaia, c'è gente che ci muore!


In quanti modi puoi chiamare Dio ?
Lo puoi chiamare in tanti modi diversi
Dio, Allah, Buddha, Krishna, Geova, Visnù, Yahvè …
tanto non ti risponde.

Brunello Robertetti

lunedì 10 settembre 2007

Salmoni, Sermoni, Predicatori e Conigli.


- Io non ti capisco, passi la giornata a fare il moralizzatore, il dispensatore di saggezza, poi ti alzi il giorno dopo irriconoscibile e ostico.
- Ostico proprio no, direi più che altro fastidiato, questo è più probabile. E’ vero, anche io faccio fatica a trovare le ragioni di questi svarioni gravitazionali, ma non mi scoraggio, credo sia normale ogni tanto perdere l’equilibrio se si cammina lungo una fune.
- D’accordo, ma secondo me dovresti sforzarti ancora di più; capisco il “senso di libertà” come ti piace chiamarlo, ma mi pare tu abbia reazioni un tantinello eccessive, sei sempre così severo, non solo con gli altri ma anche con te!
- …cazzomene…
- Eh no bello, secondo me dovresti fare molta più attenzione! Tu sai che non puoi permetterti di scherzarci sopra così, ti piace dire che cammini sulla corda ma ricordati anche che non hai alcuna rete sotto! Eppoi mi fai incazzare quando ostenti tanta sicurezza, tanta indipendenza, sfiorando addirittura una sorta di misantropia! Capisco il tuo spiccato nuovo senso per la sopravvivenza, ma vedi di ricordarti che non vivi, per tua fortuna, su un’isola deserta!
- Ti sbagli, non ostento un bel niente, ma mi piace pensare, talvolta, di non dover niente a nessuno, non per egoismo ma per un senso di autarchia.
- Ma guardati! Sei paradossale e contraddittorio! Ti preferisco in versione moralizzatore, anche se sei non sei del tutto convincente …
- Ma che palle, non posso tollerare che mi si dipinga così, ritengo invece che ognuno si debba fare carico della propria etica comportamentale e se ne accolli le conseguenze! Ci sono momenti in cui sono consapevole delle mie parole e trovo la forza e l’entusiasmo per alzare la voce, con convinzione; ma anche io magari avrei bisogno di un … “moralizzatore”, come dici tu, che faccia lo stesso con me!
- Nei hai tanti, basta saperli scorgere! Fatti un po’ di autocritica, in giornate come queste sei infastidito da ogni gesto o parola e non mi sembra una buona soluzione pigliare e andare a correre sopra una montagna per calmarti!
- Lo so, lo so. Troverò un modo alternativo per riallinearmi con il mondo, non ho alcuna intenzione di inselvatichirmi ancora di più ma è il mio modello di autodifesa.
- Beh datti da fare alla svelta se ti vuoi promuovere in modo accattivante!
- Ah ah ah! Promuovere! Chi ti fa credere che ne senta il bisogno o la voglia di farlo!? Racconto di sogni e me ne faccio carico, ma poi mi sconcerto di tutta l’insicurezza che ci circonda, che ricopre tutti quanti, te compreso e mi sento così stupido, impotente.
- Certo che sì perché dovrei esserne esente? Per questo mi sforzo più di te nel trovare motivazioni. “I miei occhi hanno visto la tua salvezza” ho letto da qualche parte …
- Urcudighel! Sì, temo anche di sapere dove, ma che c’entra? Tu conosci la mia determinazione e questi cedimenti servono per ricordare a me stesso di non allentare mai l’attenzione, di non sedermi, di cercare stimoli, di non dimenticare quanto la curiosità mi tenga vivo. So bene che non devo perdere di vista la mia esigenza di stratificare il reale con l’immaginazione.
- Stratificare il reale con l’immaginazione! Ma come ti vengono queste casuali illuminazioni improvvise ?
- Casuali? Non direi casuali! Da qualche tempo sono tormentato da due parole collegate in modo bizzarro, casuale e causale, un apparente refuso con possibilità di straordinarie alchimie. Mi capita per esempio di vivere eventi apparentemente casuali dei quali sento la necessità di trovarne la causa, che plachi interrogativi latenti. Trovo che questo sia uno stimolante esercizio mentale.
- Certo che riesci sempre a spiazzarmi con le tue virate improvvise, a questo ancora non mi sono abituato. La tua attuale imprevedibilità mi atterrisce ma se ti rilassi cominci a ragionare. Ma devi parlare Cristo Santo, parla! Non puoi startene lì da solo, dentro un vuoto pneumatico a gripparti il cervello sprofondato nel tuo silenzio!
- Starmene qui da solo … già …

“La soledad da oportunidades para descubrir nuevos límites y .......SALTARLOS!”
(Tony Lee Gamiz)

martedì 4 settembre 2007

Pinna atrofica


Nuotavo in corsia 3, da solo, con grande compiacimento nel non incrociare nessuno e dover condividere quello spazio.
Ad ogni ripartenza da fondo vasca scrutavo a pelo d’acqua e farneticavo che i 25 metri davanti a me fossero in salita.
Gli occhialini erano sommersi esattamente a metà, proprio sulla linea di demarcazione tra acqua e cielo e avevo questa percezione un po’ lisergica, pensando che fosse un peccato essere costretti a nuotare solo in pianura.
Sono sempre stato rapito dai suoni che rimbombano nelle piscine, gli echi di impatti con l’acqua e di voci incomprensibili amplificano queste mie distorsioni mentali mentre l’odore del cloro si insinua nelle narici.
Io nuoto contro la VUOTIDIANITA’ e la realtà sprofondata in questo liquido si rifrange diversamente, aberrazioni simili a quelle provate di notte, quando ci si rigira nel letto e non si prende sonno.
La anomala disinvoltura delle mie riflessioni quando annegano in acqua mi da la possibilità di meditazioni bizzarre ma appassionate, intense. Trovo quindi altri stimoli e rimedi prodigiosi nuotando immerso in questo fluido azzurro, sostenendo quanto sia doverosa una moratoria per le vite insoddisfacenti.
Mi è sorto anche un dubbio: una miccia da esplosivo immersa in un liquido si spegne o continua a bruciare? Credo che fortunatamente non si estingua e ho il presentimento che sia senz'altro lunga ma di lenta combustione.
Di una cosa sono certo: è accesa.
Bum!

venerdì 31 agosto 2007

Pubblico Ludibrio



Bellinzago, 31 agosto 2007.
Ore 13.30.
Ero seduto al solito baretto del Bennet a bere il mio caffè lungo senza zucchero in tazza grande. Mi stavo anche rollando una sigaretta, gesto inconsueto per quest’ora del giorno perché normalmente me ne concedo una solo dopo cena. Forse era un segnale, dovevo intuirlo, invece addebitavo l’anomalo nervosismo al ritardo dell’arrivo in porto del container di tute RITTER/Fr della RC03 di cui ero venuto a conoscenza poco prima.
All’improvviso il mio occhio cadde sul giornale che un camionista rumeno stava leggendo nel tavolo a fianco, lo teneva al contrario perché in realtà non sapeva leggere ma lo faceva per darsi un tono.
Ero al secondo sorso, mi pare, quando fuori dal mio controllo il caffè anziché scendere nel tubo appropriato (l’esofago) cambiò improvvisamente direzione scendendo diretto nella trachea. Un energico colpo di tosse e il suddetto secondo fatale sorso aerografò astrattamente il vestito di una signora che al banco sorseggiava il suo marocchino.
Mi alzai e ignorando le urla isteriche della tipa che non apprezzava l’opera di arte moderna che arricchiva il suo tubino bianco di misto-lino, strappai il quotidiano dalle mani dell’ esponente dell’est europa, lasciandolo sgomento.
Avevo visto bene, il titolo de LA STAMPA in prima pagina non dava alcuna possibilità di fraintendimento.
Dall’occhiello sopra il titolo appresi anche che sapevano dei miei recenti spostamenti, forse è stato il Blog a tradirmi, pensare che solo qualche giorno fa mi sono ripetuto la “prima regola del Fight Club” (cfr. post “Il frigorifero logora chi non ce l’ha” del 29 agosto).

Oramai è dunque un fatto NAZIONALE che ho tentato invano di tenere nell'ambito domestico seguendo la legge dei panni sporchi. Invece non ho più scampo, per rendermi irriconoscibile dovrò farmi quel caschetto biondo che fin da piccolo desideravo. Naufragata l'ipotesi di trovare ospitalità dai miei parenti in Germania, a Duisburg, sono risultati vani anche i tentativi di insabbiare la vicenda. Ho messo in pratica gli stratagemmi del caso, come usare nomi in codice del tipo ALFA-BRAVO-CHARLIE specie al telefono, che sapevo essere stato messo sotto controllo dalla Cupola Palermitana, già pronta con una vasca da bagno di acido per eliminare ogni traccia scomoda di un passato che la disonora con la mia presenza terrena, ma niente, qualcuno deve aver fatto una soffiata.
Maledizione!!
San Giacomo non ha fatto il suo dovere, aveva ragione Danilo, a Lourdes in ginocchio la prossima volta!

mercoledì 29 agosto 2007

Il frigorifero logora chi non ce l'ha


Sul mio frigo c’è un biglietto tra i tanti che dice “E’ una sorta di solitudine dover pensare per più di un istante a chi raccontare ciò che ogni giorno ti succede ” (ce n’è anche uno con scritto “A Viverone l’omosessualità regna sovrana” e che mi induce a rinnovare la cerchia delle amicizie, ma questa è un’altra storia …)
Oggi c’è il Blog che concede una platea teorica, una vetrina decisamente imprudente ma conscia e che permette di rimediare a quanto il mio frigorifero recita.
Ho deciso così di strumentalizzare lo strumento, pertanto tutte le mie patologie grafomani, le quali si concretizzano in annotazioni pressoché illeggibili prese in auto, nel notes sul comodino, appunti sopra ogni improbabile pezzo di carta rinvenuto in tasca e che fissano intuizioni improvvise quando attraversano spontaneamente la mia anguria, trovano spazio qui, in modo consapevolmente velleitario.
Io non ho coscienza di quanto sia saggio questo esercizio, né so se si esaurirà all’improvviso ed evito di soffermarmi troppo a lungo sui commenti di chi legge pur lasciando spazio a qualsiasi interpretazione. Il blogger è conscio di esporsi in un ambiente aperto, pur trattandosi al tempo stesso di uno specchio privato-condiviso.
Mi sono messo a frequentare e rovistare alcuni Blogs e ho visto quanto siano disparati, eterogenei, sconclusionati, in una parola LIBERI.
Per qualche oscuro motivo mi è poi improvvisamente balenata in mente la promessa fatta: “La prima regola del Fight Club e non parlare mai del Fight Club”. Non trasgredirò.

venerdì 24 agosto 2007

Meno male che adoro il vento



"Sembravi imprigionato in una sfera di cristallo, come quelle con i paesaggi invernali che scuotendole solo la neve si muove al suo interno.
Invece questa palla di vetro è stata capace di esplodere e solo adesso vedo le schegge che volano dappertutto e con loro anche la vita ristagnante che pareva ingabbiata irrimediabilmente in limiti invalicabili.
Ti credevo incapace di uscire da quei confini trasparenti e rimango attonito nel vedere lo spettacolo di quei frammenti sparsi ovunque."


In giornate come queste, dove il cielo che adoro ha quell’aspetto nordico, discontinuo, fatto apposta per farsi guardare per ore come una sequenza tratta da un film della "Qatsy Trilogy", consigliatissima , mi chiedo come sia possibile paralizzarsi su una considerazione, una e una soltanto e non capire che lo sguardo potrebbe rivolgersi in diverse altre direzioni, spinto dallo stupore concesso alla vista. Davanti a me un fronte nuvoloso nero, nerissimo mi fa presagire un’imminente pioggia torrenziale, poi dallo specchietto retrovisore vedo l’immagine delle montagne restituite con colori saturi da un sole limpido e accecante. Mi appaga pensare che le successioni di piani si alternino senza soluzione di continuità e penso così alle diverse direzioni che potrei prendere quando sono sotto un cielo come questo, stimolante e in continuo movimento. Mi piace pensare alle alternative che offre e alle diverse traduzioni ottenibili.
Un’altra nuova possibilità.

"Mi sorprendi ancora mentre ti ascolto e ti fisso stupito. Ti vedo incapace, irrisolto e prendo atto che esiste una tridimensionalità che ho forse trascurato ma che offre forme e interpretazioni distinte se solo mi fossi soffermato un po’ di più a guardare intensamente, in profondità ed oltre, dando ascolto a quella voce deliberatamente repressa e non considerata."

Resta incomprensibile come le logiche così fondate sembrino ora avulse da questa desolazione, dissipandosi con tanta arrendevolezza.

martedì 21 agosto 2007

Un coeur en hiver




Da qualche tempo non conosco la noia pur essendo consapevole, sebbene sia una mia caratteristica innata, che ciò nasca da una reazione spontanea di sopravvivenza.
Può risultare irritante, ma sono pervaso da iperattività istintiva inesorabile.
Dicono che non sia così grave, alcune persone hanno patologie ben peggiori.
Non riesco a sedermi neanche per pochi minuti, godendomi un po’ di indolenza e forse fin dalla fase REM del sonno elaboro le attività delle ore successive, specie quelle dei giorni non lavorativi. Lo faccio per me, ma senza forzature, involontariamente assecondo il benessere che questo accanimento determina.
Adesso che le giornate si fanno piovose e brevi, capisco che il periodo estivo trascorso è stato un prodigioso alleato, perché mi ha concesso grandi spazi e libertà autogestite nell’amata solitudine.
Non comprendo quindi, egoisticamente, chi soffre di questo tedioso stato d’animo.
Forse non solo non lo comprendo, ma mi provoca indignazione chi si lascia schiacciare da questa funesta inerzia.

Per questo motivo io adesso ti imploro di STUPIRMI, perché io ho bisogno di essere stupito. Mi rendo perfettamente conto d’essere esigente, ma non posso essere altrimenti.
Accetta le mie provocazioni perché ti sto mettendo alla prova, ho bisogno di segnali positivi evidenti, affinché la mia ingordigia maniacale non resti delusa né abbia ombre non più tollerabili, in aggiunta alle mie.
C’è una sorta di folle consapevolezza nel tormentarti e restituire il tuo valore, nel cercare pretestuosi spunti d’analisi per esaminare meticolosamente ogni tua sfumatura, specie quelle più oscure.
C’è una voce ossessiva che mi sussurra, mentre tengo gli occhi chiusi, “Divertiti” e “Lasciati andare” ricordo perfettamente il suo tono di voce mentre lo dice colpendomi duro, lo so che lui ha ragione e so altresì che ha centrato il mio vulnerabile e occultato tallone, pur conoscendomi da pochi istanti.
Ciò nonostante non chiedermi di snaturarmi, io pretendo che tu mi sorprenda e che lo faccia nuovamente, ne ho l’assoluta necessità, così come sento che non posso fare a meno di guardarti oltre e attraverso, questo è il danno non visibile e imperdonabile che a distanza di tempo non posso evitare di passare in rassegna con gli altri.
Ci sono parole che m’inorridiscono come “monotonia” e “apatia”, è per questo motivo che contrasto l’insofferenza con tanta tenacia.
Ci sono parole che mi seducono come “meraviglia” e “stupore”, è per questo motivo che divento così esigente in primo luogo con me stesso.
Adesso prova quindi a comprendermi un po’ di più, se è vero che non possiamo ridare forma al passato ma lavorare per erigere il futuro, tutto diventa più legittimo ed evidente.
E anche se fai parte di un’astratta proiezione mentale, di un appannato lineamento ideale, lascia che ti insegua ancora un po’.

mercoledì 8 agosto 2007

Santiago, mistico trasversale


Adesso che sei tornato cerchi di guardare dentro i giorni trascorsi dal 22 al 31 luglio.
Ci pensi ora incontrando i molti amici i quali, durante questo periodo, ti hanno trasmesso il loro entusiasmo che sommato al tuo ti ha fatto percorrere oltre 940 km.
Percepisci la curiosità nel sapere cosa porta a fare un’esperienza del genere e cosa succede una volta portata a termine.
Ma tu, semplicemente, NON LO SAI.
Hai però in mente tutte le sensazioni che in quei nove giorni passati sempre in sella alla "Poderosa" si sono susseguite. I primi km non li hai percorsi coscientemente, ma in uno stato di eccitazione incontrollata, che hai sentito infiammarsi dentro all’arrivo a Bayonne, vedendo i primi zaini dei pellegrini e parlando con le prime persone che dal CAMINO DE SANTIAGO tornavano.
Poi sono arrivati i giorni dei dolori ovunque e delle energie che prematuramente sembravano esaurirsi, avrebbero potuto rallentare molto il viaggio ma invece sono state uno stimolo ulteriore alla tua testardaggine, a riprova che non si trattava di fare un giro un bici ma un impegno con te stesso, forse eccessivo ma irrinunciabile. Avevi fissato molto scrupolosamente le tappe che sono saltate sistematicamente, per l’incapacità di fermarsi e la bramosia nel voler arrivare.
Ma non hai perso per questo motivo il piacere nel percorrere in sequenza la Navarra, Rioja, Burgo, Castilla y Leon e Galicia; osservavi sempre il paesaggio che attraversavi in silenzio fermandoti a scattare fotografie, l’unica vera testimonianza tangibile che ti riporta laggiù. I villaggi così come le vigne o i campi di grano o di girasole non sono passati inosservati, li hai in mente tutti, magari confondendo un po’ i nomi.
Italo Calvino in Collezione di Sabbia dice “Viaggiare non serve molto a capire ma serve per riattivare per un momento l'uso degli occhi, la lettura visiva del mondo” e la tua ingordigia di osservare è stata ampiamente soddisfatta e mai ignorata.
La percezione del tempo si è trasformata, si è affievolita e ha dovuto lasciare il campo alla percezione dello spazio; non importava il tempo impiegato, l’ora del giorno, il giorno della settimana ma era importante leggere l’orizzonte, la cartina delle altimetrie e cercare di dosare le forze in relazione delle montagne. Calcoli di chilometraggi e percentuali delle pendenza inusuali nella vita di ogni giorno, ma diventavano il pensiero quotidiano con la conseguente esultanza per il percorso lasciato alle spalle. Verificare con la fatica dove esattamente sta la tua soglia, il tuo limite, restare incredulo per riuscire a spostarlo in avanti proseguendo inesorabilmente come un Forrest Gump su due ruote. Ti ritrovavi, a tua insaputa, nel procedere spesso con la testa volta verso i piedi, osservando ipnotizzato il movimento dei pedali, regolare, continuo, pensando quante migliaia di giri le gambe magre e orgogliose hanno prodotto quel movimento che ti muovevano in avanti, sempre più avanti…
Poi partire da solo, a dire il vero una scelta forzata, è stata la chiave per sentirsi totalmente responsabile e artefice di ogni singola o irrilevante decisione ma soprattutto la chiave che ti ha permesso di incrociare le storie di tante altre persone e fatalmente condividerle; passare diversi giorni con Geert, un ragazzo belga con il suo strano carrellino agganciato alla bici, riuscire a ragionare – in inglese – su argomenti che in italiano fatichi ad affrontare emozionandosi reciprocamente al momento di salutarsi; parlare una sera intera con una splendida ragazza francese di temi ora superficiali ora personalissimi e accorgersi il giorno dopo di non sapere neppure il suo nome; ritrovarsi in una cucina di un cuoco cubano e preparare spaghetti all’amatriciana per 26 pellegrini di varie nazionalità che, sicuramente per fame eccessiva, ti ringraziano con una ovazione.
Queste sono le immagini che resteranno indelebili.
Certo è, e te ne rendi conto solo dopo aver condiviso momenti intensi con persone più disparate di ogni età e provenienza, che la religione non è il propellente principale di questa esperienza, se non per pochi fedeli, questo è il prodigio misterioso del Cammino!
Ma a te, come a tutti, interessa solo arrivare davanti a quella Cattedrale, nient’altro, sai che lì c’è lo zero, che rappresenta tutto quello che hai rincorso non solo dalla partenza ma forse da molto più tempo, sai che lì davanti da centinaia di anni arrivano pellegrini stremati e piangono svincolandosi di tutte le tensioni personali, fisiche o chissà di quale altra natura. E così resti lì davanti, paralizzato per minuti che possono essere ore, attratto e respinto da quella imponente inquietante sagoma barocca. All’improvviso crolli, ancora una volta un fotogramma rinchiude una moltitudine di stati d’animo finalmente liberi da ogni sorta di inibizione, liberi di straripare senza alcuna esitazione.
Adesso hai la sensazione di infinito svuotamento ma a pensarci bene hai lasciato lo spazio per custodire sentimenti nuovi. Adesso sai perché la cosa più pericolosa, nonostante l’orizzonte sia irraggiungibile, sta nel fermarsi; intuisci così che non hai altra scelta che continuare a camminare.

giovedì 26 luglio 2007

News from BURGOS


BURGOS, 26 luglio 2007.
Sono le sei di mattina, e' molto tardi rispetto al solito...
ho letto velocemente i vostri commenti e sono questi che ogni giorno
in cui vorrei mollare e tornare a casa mi fanno dire "NO, adesso vai fino in fondo!"
Allora lo faro', a costo di non sedermi piu' per un mese.
E' strano come in queste giornate la fisicità sia prevalente ma paradossalmente sia la testa a dare la spinta a tutti i muscoli; non e' piu' questione di fiato, gambe o allenamento: e' solo un fatto mentale e incredibilmente comincio a gestire dolore stanchezza e resistenza con il cervello e la forza di volonta'.
Non si e' gli stessi in certe occasioni e in questo momento per me e' cosi', sono continuamente appagato per ogni metro percorso oltre, per ogni salita vinta e ogni "sello" (timbro) in piu,' preziosissimo sulla mia "Credencial del Pelegrino".
Yr Int'l bikegrim.

giovedì 19 luglio 2007

Chiuso per ferie




...anche se le FERIE nell'immaginario collettivo sono un'altra cosa, forse.
Insomma, si parte, questa volta si fa sul serio e parlo di quella vera eccitazione che dovrebbe scuoterti fino al midollo quando parti per un viaggio.
Bè stavolta io la sento eccome, sento un minestrone incredibile di sensazioni diverse!
Come quando mescoli tanti colori insieme, la maggior parte delle volte viene fuori un marrone color merda, in altre rare occasioni esce un arcobaleno.
Proverò a trasformare in questi giorni, che sembrano fatti apposta per pedalare e pensare, la merda in arcobaleno.
A lonely Bike-grim.

mercoledì 18 luglio 2007

Nanetti & altre Amenità 4









Mi impongo con severa rigorosità,
il silenzio e l'assenza,
concedendomi più tempo,
che irrequieto, impaziente e ingordo,
possa a suo modo risarcirmi
cercando insegnamento
in quel tempo dedicato,
cercando fondamento
in un oblio immotivato.

Incollando i frantumi della Magnifica Ossessione,
rinnovata inaspettatamente dalle sorti,
ingenuo ti vedo scolorita
nella tua folle rappresentazione,
ed io risparmio quel gesto grande
per un’occasione migliore
immaginando la sua conseguenza sedurmi
con infinito candore.

domenica 15 luglio 2007

Fattore CL



Un po’ preoccupato lo sono, ho testato un po’ la mia resistenza e il mio grado di allenamento alla MTB, sabato ho fatto 50 km, oggi 92 e sono in uno stato vergognoso. Oddio, forse dal 22 luglio non dovrò fare tappe come quella odierna (Romano-Ivrea-Chiaverano-Andrate-Graglia-Oropa-Pollone-Biella-Cerrione-Salussola-Viverone) con un dislivello di 1100 mt, però tutti i santi giorni una media di 70/80 km sì, staremo a vedere.
Il fattore CL è quello che mi preoccupa maggiormente, sono le zone che attualmente sono più doloranti, collo e culo.
E sul culo c’è poco da scherzare, non posso mica permettermi di non appoggiarlo sulla sella, non so bene che tattica adottare nei prossimi giorni: dargli il colpo di grazia e importunarlo quotidianamente con piccole dosi di avvertimenti a non fare scherzetti ed educandolo con distratte uscite serali del tipo “vado in bici a prendere un gelato” oppure lasciarlo tranquillo fino alla partenza? Mi sa che scelgo l’opzione 1, al limite se sabato mi accorgo che se l’è presa male mi fermo in Costa Azzurra a divorare crepes alla nutella per 15 giorni e mi faccio comprare delle cartoline da Santiago da qualche pellegrino più convinto di me... mmhhh poi però non so come metterla col fatto che tornerò grasso come un frate e abbronzato come Briatore anziché totalmente deperito e con la tutina bianca a mezze maniche visibile solo da nudo...
Poi il collo, che cazzo c’ha bruciare quell’ossicino che spunta proprio 4 dita sotto il coppino? Ma lui che c’entra? Con tutti gli organi, muscoletti, articolazioni coinvolte in prima linea in questa tortura gratuita perché vuole rubare la scena? Esibizionista!
Vabbè, Antonio, il giro non è stato male, peccato aver vanificato tutto in quella trattoria proprio davanti alla Madonna di Harlem ad Oropa, forse polenta e merluzzo servito in un piatto da pizza non è una dieta appropriata per questo sport, ma in discesa ha fatto da discreta zavorra. Il problema è stato piuttosto alla prima salita - un cavalcavia - dal quale, se non ci fossero state le telecamere per i lanciatori di sassi, avrei vomitato volentieri tutto di sotto, ma data la pesantezza del pasto mi rendo conto che il danno sarebbe potuto essere equivalente ad un masso da 50 kg …
La MTB in assetto da pellegrino ha funzionato molto bene, a questo punto devo dei ringraziamenti:
- a SANDRINO per le modifiche al portapacchi, perché quando c’è da inventarsi qualcosa, è imbattibile e io dormo tra 2 guanciali, collaudo superato. Grazie per il lavoro e per mille altre cose…
- a PATTY per le sue borse da bici, sono un po’ piccole, ma almeno sarò costretto a lasciare a casa quell’amore di abitino di strass, lurex e piume di struzzo che pensavo di mettere all’arrivo trionfante a Santiago.
- ad ANTONELLA che mi lascia andare da solo per ritrovare me stesso (con l’occasione cerco anche quella turista svedese 26enne che ho letto essersi persa l’anno scorso)
- ad ANTONIO con il quale faccio un sacco di attività sportive in tutta calma e tranquillità, ringrazio con l’occasione l’elisoccorso di Aosta.
- a SONIA che mi ha fornito i carburanti al limite della legalità, mi ha detto che tanto non fanno più controlli alle dogane. A proposito di carburanti, ho notato che il simbolo del Cammino è uguale a quello della SHELL, questa è globalizzazione!
- a FULVIO per il suo ottimismo che mi infonde comunque e sempre.
- alla KTM, alla SECTORNOLIMITS e al Panificio Vricciariello di Viverone, sponsor tecnici.
- alla CREATINA, CARNITINA, TAURINA, MELTODESTRINE, DESTROSIO, POTASSIO e soprattutto a lui, il MAGNESIO SUPREMO!
- a Giovanni DOPING (Inventore, chimico sportivo e fantasioso)
- al SIGNORE che illuminerà ogni giorno il mio cammino e farà sì che io non perda mai la via (è un Signore di Roncisvalle, si chiama Pablo, ho letto che da indicazioni utili a tutti i pellegrini)
Inoltre ringrazio:
- la MOMO per il moleskine più bello del mondo e per le pause pranzo in piscina.
- CATPOWER (visitate il suo blog segnalato qui di fianco) responsabile di gran parte della mia colonna sonora degli ultimi 10 anni e per il suo vino.
- ALICE per la collanina che mi porterà fortuna e per l'imbarazzante lucidità nei ragionamenti e nelle analisi della vita sentimentale di suo zio.
- MATTIA il figlio che tutti vorrebbero, soprattutto io.
- la HEAD FXP Instinct team e Alfrederer.
- MAGGIE, i suoi bormiolini e le mille altre attenzioni.
- CS campionessa europea in carica di Aforismi e pillole di saggezza
- L’Olio Cartenì.
- La ritrovata LAURA, inossidabile since 1981.
- JENNI che mi da costantemente un sacco di notizie, sempre senza accorgersi tra l'altro...
- L’AUTOGRILL di Villarboit che a permesso a me e a WIZZY di portare avanti il lun. mattina la nostra tresca lontano da occhi indiscreti.
- Tutti quelli che leggono il BLOG McBruto e ancora di più a quelli che commentano
- Ricordo e ringrazio volentieri anche Le sorelle di Meda tanto premurose con me, Paolo&Cristina, Marco&Cristina, Decathlon, le schisce di Rita, CriticalMass, Rosalba, Emiliano, Adry, gli aperitivi di Alina, lo stile libero a nuoto, le 26enni, il BricoOK, il Queever, i colleghi S.T. che almeno una volta passeranno da Rosy a vedere la cartina, i pantaloncini imbottiti, gli Amici di Bologna.

- And last but not least, TUTTA la mia Famiglia.

giovedì 12 luglio 2007

3 gradi immaginari








Da tempo mi sono figurato nella mente questa macro-suddivisione astratta del genere umano:


PRIMO GRADO
Gli individui che sono generalmente soddisfatti perché non si pongono troppi quesiti, accettano gli eventi come vengono senza chiedersi eccessivamente il perché. Sono soddisfatti o insoddisfatti in modo totalmente fatalista e condiscendente, senza possibilità di modificare in alcun modo la loro situazione né necessitando, in fondo, di comprenderla pienamente, racchiusi in una sorta abulica e indolente serenità.
SECONDO GRADO
Gli individui che cercano di approfondire gli avvenimenti, di analizzare i contesti e ciò che li genera, di rendere profondo ciò che succede intorno a loro ma non riuscendo a trovare responsi adeguati, semplicemente per limiti e incapacità proprie, sono pervasi da continua irrequietudine, ansia, angoscia e senso di inadeguatezza.
TERZO GRADO
Gli individui che come approccio ai contesti dell’esistenza appartengono al secondo gruppo ma che, per straordinarie capacità, per grandioso talento e propizia attitudine riescono a motivare gli accadimenti, a giustificare e comprendere i fatti positivi come quelli negativi, raggiungendo soprattutto un’invidiabile e radiosa pace.

Io non ritengo che si possa variare la propria tendenza in modo radicale con il crescere, avendo così l’opportunità di transitare da una categoria all’altra. Accolgo con scetticismo i repentini mutamenti che intravedo in questa immaginaria gerarchia sociale della consapevolezza; distinguere un'evoluzione attendibile e reale da una simulazione, è spesso improbabile anche per l’individuo stesso coinvolto.
Coloro che hanno la possibilità di incontrare gli appartenenti alla terza classe, a me talvolta accade, ricevono a loro volta sublime senso di appagamento.

mercoledì 11 luglio 2007

Nanetti & altre Amenità 3



Argino ogni imprevedibile eccesso,
ogni sorprendente e gratificante gesto
di un avvenire appagato che non invoca permesso.


Compresso da questo spazio vuoto
resto in dissennata attesa
di quella danza per mia volontà impacciata,
mentre fuggi cieca sotto un cielo impostore
tanto che il tuo Dono invisibile svanisce,
stordito da un irrisolto amore.

martedì 10 luglio 2007

Y.S.U. (Yogurth Socialmente Utile)


Perché comprare un prodotto industriale quando in una mezz’ora e con una spesa di 3,50 euro riesco a farmi una scorta per due settimane di ottimo yogurth? Se molti se lo facessero in casa quanti mezzi di trasporto in meno con le scritte NESTLE’, YOMO, DANONE, GALBANI ci sarebbero sulle strade? Nel mio piccolo, anche con questo gesto, do una mano all’ambiente, alla riduzione dell’inquinamento, del traffico, del rumore, spendo meno ma soprattutto faccio uno YOGURTH STREPITOSO e senza yoghurtiera!

A grande richiesta, ecco come.

Ingredienti:
- latte BIO LUNGA CONSERVAZIONE
- YOGURTH BIO
attrezzatura:
- pentola
- mestolo
- imbuto
- termometro per alimenti in vetro (non indispensabile, ma meglio averlo)
- vasetti vetro (suggerisco i Bormioli da 15 cl, quelli piccolini che fanno giusto una dose di yogurth)
- lampadina da 40w con filo lungo a sufficienza per arrivare nel tuo forno.
Procedimento:
Io faccio 2 litri di latte BIO COOP con 2 vasetti di yogurth BIO COOP e mi vengono circa 12 barattoli Bormioli da 15 cl, una discreta scorta che una decina di giorni dura senza problemi, a volte anche di più.
Scegli le date di scadenza più lontane, vecchio trucco ma qui è importante.
Utilizza possibilmente strumenti in inox (pentola, mestolo e imbuto) e non ciucciare il mai cucchiaio, si parla di bacilli e fermenti quindi tutto più sterilizzato possibile.
Fai scaldare il latte fino a bollitura, occhio che aumenta un sacco il volume all'innesco della bollitura, fallo sobbollire a fuoco medio-basso per almeno 10/15 min. così perde eventuali tracce di H2O e il risultato finale sarà uno yogurth più compatto.
Poi lo lasci raffreddare fino a 40° , usa un termometro per alimenti (non semplice da trovare, puoi usare quello da vino, io uso quello che usavo in camera oscura per i bagni di sviluppo), se non ce l’hai considera che quella temperatura è quando non fuma quasi più ed è tiepidino. Io metto la pentola nel lavandino immersa in acqua fredda per far prima.
Togli la panna che si forma sopra, poi mescola bene bene i due vasetti nel latte, non solo girando ma sollevando a mestolate il latte e facendolo ricadere nella pentola o usando un frustino. I due vasetti di yogurth tirali fuori dal frigo all’inizio dell’operazione e aprili, così c’è meno shock termico.
Nel frattempo nel forno hai messo la tua lampadina a 40 watt fatta con un filo piatto evitare spifferi dalla porta, questo permetterà di avere per le ore necessarie per la fermentazione i (circa) 40° necessari.
Infila il latte nei vasetti, occhio che siano perfettamente asciutti e senza odori, specie il tappo (ieri ho mangiato uno yogurth al gusto cipolle di tropea che quasi muoio).
Consiglio: metto la lampadina in alto sulla griglia e i vasetti nella teglia sul fondo, per una questione di propagazione uniforme di calore ma anche di peso. I tappi li appoggi solo, non serrarli, dopo circa 8 ore togli tutto, stringi i tappi e metti in frigo, non puoi mangiarlo subito.
A seconda del tempo di fermentazione i bacilli si sviluppano in modo differente, con otto ore trovo venga decente, dolce e compatto, sicuramente meno acido di quello originale ma sul tempo c'è abbastanza tolleranza, non meno di 7 ore direi, ma una volta l'ho dimenticato almeno 10 ed era mangiabile ...
La morte sua è con il miele, ma anche con la frutta frullata o marmellata molto liquida è ottimo, io faccio quella di fragole o mirtilli non troppo gelatinosa a questo scopo. Anche con l’orzo solubile non è male.
Sembra un'operazione complessa, ma così non è, prova e fammi sapere, io da quasi due anni non ne faccio a meno...

lunedì 9 luglio 2007

Stelle cadenti contromano


Eindhoven 07.07.07

Se questa sequenza di numeri che evocano mille simbolismi significano qualcosa, allora io ne ho subisco senza dubbio gli effetti.
Ho un biglietto aereo, un iPod, uno zaino e un moleskine, oggi non mi serve nient’altro.
Provo solo un leggero timore nel ripercorrere alcuni passi, rivivendoli e fronteggiandoli nuovamente.
Questa libertà, come inattesa autonomia, attraverso l’ebrezza gustata fino in fondo di questa eccitazione, non può che arricchire questi stati d’animo di una pelle in trasformazione e di un obbiettivo avido che guarda con attenzione in tutte le direzioni, senza sosta.
E’ come se ad un tratto la mia focale si fosse trasformata in un grandangolare 10mm esente da aberrazioni cromatiche, distorsioni e vignettature.
Il cielo non è solo sopra le nostre teste e a volte le stelle cadenti sfrecciano contromano.
Provo un'alternanza di percezioni, altalenanti forze centrifughe imprevedibili: bilancio il peso, sposto il baricentro, adesso funziona, ora cado, ecco l’equilibrio, ecco il risultato di un'identità ancora camuffata ma sempre più definita e consapevole.
Non è chiara quale sia la direzione migliore, ma è straordinario quanto sia superflua un'analisi più approfondita quando un bersaglio ingannatore è in movimento.
La vera abilità sta nel trasformare una sparizione in un’apparizione, eventi in opportunità.
Con l'Emiliano si sono susseguiti svariati discorsi su quella panchina, ci siamo stupiti dei mille parallelismi dei nostri vissuti, seppur molto diversi.
Ho pedalato a lungo in Eindhoven ieri, in una domenica mattina fresca e addormentata.
Le sensazioni di quel silenzio, di quella luce tersa, di quei pensieri liberi, di quei ragionamenti avulsi, restano custoditi nel mio prezioso archivio.

venerdì 6 luglio 2007

Nanetti & altre Amenità 2










Nel cuore delle persone albergano i sentimenti più nobili.
Ma il cuore di alcune persone più che un albergo è un cottolengo.


Mi chiedo come sia possibile
scoprire di essere un capricorno e prenderla con filosofia.
(questa è per menti fini)

giovedì 5 luglio 2007

Nanetti & altre Amenità 1









Sento il respiro che replica la consuetudine
dalla quale divelgo i ruoli spogliati di valore
e che incredulo subisco con l’egoismo dei giorni.



Oggi ti concedo l’ultima bugia
ma adesso lasciami sospeso
cullato dai flutti di questo fortuito ritorno.



Voglio una dialisi che mi cancelli l’ovvio
e che la mia rabbia di adesso
annulli ogni residuo di gravità
al danno quotidiano a cui mi espongo.
Quello che non sono, non lo diventerò.

mercoledì 4 luglio 2007

Aut.Min.Conc.



A volte pensi che l'uso orale della parola serva solo per la comunicazione essenziale, quella per la sopravvivenza, quella di cui non puoi fare a meno, sforzi disumani per dire solo "un caffè lungo, grazie", "passami il sale per favore", "il campo in terra è libero dalle 19 alle 20?", per cose così.
A volte senti davvero una sorta di fatica enorme a parlare, non capisci se è una tua malformazione fisica del tratto orofaringeo o una pigrizia mentale.
Ti fa comodo pensare alla prima diagnosi, massì dai deve essere proprio così.
Per contro negli ultimi tempi il verbo scritto ottiene inaspettati benefici, per te che scrivi e per quello che ricevi dagli altri.
Le chat col Gatto, irrinunciabili ed esilaranti (il sarcasmo salverà il mondo, non le religioni), le mail che a tonnellate scrivi e ricevi, gli sms che illuminano il tuo cellulare prima di addormentarti e che sono meglio dello xanax, questo telefonino che diventa un'appendice parte di te, cascate infinite di aforismi più o meno banali che diventano sedute di fisioterapia psicologica irrinunciabile.
Poi il blog, che il semiologo esperto di comunicazione Daniele Barbieri su RADIODUE ieri commentava positivamente, definendolo uno spazio di interazione che prevede risposte, dove si crea un mondo senza confini che si evolve con grande rapidità, la lingua orale che si avvicina a quella scritta per l'immediatezza interattiva propria del blog, un diario di riflessioni tra il pubblico e privato.
E'il ritorno ad una scrittura che è stata rimessa in gioco e che rimane impressa, seppur in uno spazio virtuale e non reale, ma che impone di dedicare del tempo per lo scrivente come per il lettore e soprattutto, se lo ritieni, di far vacillare le inibizioni rese inespugnabili dalla paralisi verbale.
Forse non ti rendi conto, ma guarda dentro quelle frasi: c'è una grossa volontà di riscatto, la tua grande prova difensiva.
O forse solo il tuo angolo di riflessione solitario, come training autogeno terapeutico.

Ogni cosa sembra perdersi dentro quelle tue ragioni fragili, dietro quelle tue parole facili.

martedì 3 luglio 2007

Tatuaggi




- Mi hai fatto quasi piangere!
- Uh! E per cosa?
- Niente, è che dici delle cose …
- Ma figurati, non l’ho fatto per commuovere è solo che penso a un sacco di cose, osservo, immagino; lo faccio in continuazione e allora prendo appunti che poi raccolgo qui, confusamente.
- Su un blog di pubblico dominio … mah!?
- Perché no? Certo che non posso scrivere articoli come “La filosofia come educazione alla convivenza” mi rendo conto che scriverei una marea di cazzate, anche maggiori dell’originale …se mai fosse possibile …
- Ma falla finita con quello! Io credo che tu scriva cose sono troppo personali, eppoi scordati che commenti quella roba.
- Perché? Non trovo niente di cui vergognarsi, per vergognarsi ci sono molti altri motivi. Ne vuoi sentire qualcuno?
- No grazie, li so a memoria; non riesci ad evitare di pensarci, vero?
- Come potrei? Per togliere un tatuaggio non basta coprirlo, è un’operazione più complessa, allora pensi che non dovevi fare quel cazzo di tatuaggio e dovevi pensarci prima!
- D’accordo, è vero, ma mica puoi stare lì a farti ‘ste paranoie per un tatuaggio che non si nota neppure …
- Tu non lo vedi, io me lo sento addosso ogni momento e mi odio per averlo fatto, che idiota!
- Sei troppo incazzato, sei intrattabile in questo stato, vai a pedalare o a nuotare o a fare una di quelle cose che ti fanno rilassare.
- mmmhhh, già fatto …però posso fare una crostata di limoni!


Quando capisci che il tuo sguardo è nella giusta direzione?

Quando non sopporti chi non chiede mai “perché”.
I bambini , gli scienziati, le persone geniali si chiedono “perché”, così scoprono delle cose o per lo meno provano a darsi risposte, spinti dalla curiosità, dai dubbi, dalla voglia di capire.
E quando non sopporti chi è privo di entusiasmo, non è curioso, chi si alza al mattino e ricopre la giornata di apatia.
Ad un tratto ti svegli e pensi che hai ancora un sacco di cose da fare, non perdi la voglia di sperimentare, anche se sei pigro, o di fare una cosa che non hai mai fatto, sfidandosi anche in gesti insignificanti.
Migliorare la propria crostata: i pinoli e anacardi tritati con l’uvetta, per esempio, ci stanno benissimo!
Quando ti rendi conto che un progetto o un’idea ti appassiona, allora realizzi che sei sulla strada giusta. Eppoi osservare, osservare e fissare nella testa immagini, le immagini diventano sensazioni eppoi ancora figure ideali che rincorri e tolgono la gravità dalle cose.
Fai quello che sai fare meglio, restando appagato dall’iperattività che senti di dover soddisfare, regalandoti micro-dosi di autostima ad un ego un pò confuso.

Le merendine, di quando eravamo bambini, non torneranno più …

lunedì 2 luglio 2007

Bianca




- E quando ho visto le sue scarpe io ho capito tutto di lei: è un uomo che ha sofferto, che ha solo un paio di scarpe alla volta, che piano piano si consumano, diventano lise, perdono il colore. Quando io ho guardato le sue scarpe ho pensato: ora glielo dico subito
- Che cosa?
- Che sono io quello che cerca, che sono stato io
- Ma perché, erano suoi amici, che cosa le avevano fatto?
- Mi avevano deluso. Gli amici ti deludono, la gente normale no. A me piacciono le coppie felici, io li aiuto, li indirizzo sulla strada giusta, gli dò consigli, però non li seguo più quando fanno quegli errori cosí stupidi. Cominciano a dirti le bugie, poi si separano, poi ritornano a stare insieme però è troppo tardi, perché ormai sono feriti e cattivi e allora non li voglio più vedere. Una volta era più facile giudicare, come con le scarpe: c'erano solo alcuni modelli, molto caratterizzati, erano quel tipo di scarpe e basta. Ora invece tutto è più confuso, uno stile si è intrecciato a un altro, le cose non sono più nette
- No, scusi, stavamo parlando dei suoi amici...
- Sí, gli amici non possono comportarsi cosí, perché io mica divento amico del primo che incontro. Io decido di voler bene, scelgo; e quando scelgo è per sempre.

- Ha figli lei?
- Sì, due
- Due?
- E' triste morire senza figli.

venerdì 29 giugno 2007

Itaca





Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga fertile in avventure e in esperienze.

I Lestrigoni e i Ciclopio la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere d'incontri se il pensiero resta alto e il sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo né nell'irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga che i mattini d'estate siano tanti quando nei porti-finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambretutta merce fina, anche aromi penetranti d'ogni sorta, più aromi inebrianti che puoi, va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca- raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso.

Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.


K. Kavafis

giovedì 28 giugno 2007

Fotogrammi


Molte mattine mi sveglio, spalanco gli occhi e fisso le perline e le travi per qualche istante sopra la mia testa con scettica apatia, interrogandomi sulle motivazioni che dovrebbero buttami giù dal letto.
Da qualche tempo spesso, troppo spesso, anzichè il buongiorno mi parte un bel porcone, che mi accoglie comunque nel mondo dei vivi anche se con prospettive leggermente distorte.
Con questo stato d'animo mi preparo ed esco di casa mettendomi in viaggio.
Accade altrettanto spesso che un'immagine particolare dia una svolta alla giornata e come mi insegnava il mio Guru della fotografia bisogna continuare a fotografare tutto il giorno, osservare e scattare fotogrammi mentali. Io lo faccio sempre, pensando anche a che obbiettivo, tempo e diaframma userei.
Il nastro di asfalto che divide le risaie tra Salussola e Carisio mi rilassa molto, in tutte le stagioni.
Oggi l'immagine dei contadini che aprivano i getti degli irrigatori che sparano nel cielo, con l'acqua illuminata tangenzialmente dal sole delle 7:30 con lo sfondo delle nuvole nere ha totalmente dato una svolta al mio umore, che come detto sopra si era messo in moto maldestramente.
Immagina questo quadro di fronte a te, lo sfondo scuro, i pennacchi argentati dell'acqua, la tua auto che ci passa in mezzo nella strada allagata, il CD Shannon Wright che ti inebria lentamente con la sua voce calda. Immagina che in mezzo alla strada vedi anche un mazzo di Ortensie fuxia arrivate lì chissà come ma che rendono tutto ancora più artificioso.
A questo punto torneresti a casa a prendere la tua Nikon, perchè fotografare solo mentalmente non ti basta più.
O forse sì, perchè tutto sommato la bestemmia del mattino potevi risparmiartela, almeno oggi.

mercoledì 27 giugno 2007

Endorfine




Mi sono fissato su questa cosa di andare in vacanza in bicicletta.

Non l'ho mai fatto ma da tempo era una mia fissazione e mai come ora è il momento giusto per farlo.
Sei mai andato in bicicletta, intendo fare tanti km pedalando? Quando spingi sui pedali si materializzano strane e piacevoli percezioni grazie al tempo che hai per pensare ai fatti tuoi e quello per pensare alla fatica che ci stai mettendo; vengono fuori miscugli di sensazioni straordinarie, saranno le Endorfine e i benefici che queste hanno sull'umore, sull'eccitazione e su quella spossatezza rilassante stile post-orgasmo. Sta di fatto che il movimento mi mette euforia e dopo averlo fatto sono indubbiamente più trattabile, più disponibile in altre parole meno stronzo del solito, dicono, il che aiuta i rapporti sociali ..

Poi mi sono fissato, dopo aver valutato diverse mete, di affrontare il viaggio da RONCISVALLE a SANTIAGO di COMPOSTELA, il famoso Cammino. A tutti, me compreso, il suono di questo viaggio sa molto di religioso, lo associo a Lourdes o pellegrinaggi simili, ma come al solito l'ignoranza non ha frontiere e anche in questo caso ci sono se e ma. Sarà per il fatto che a Roma ho comprato sul suddetto Cammino un libro delle TERRE DI MEZZO , che normalmente tratta di argomenti cosiddetti "alternativi e anti-consumistici" (lo so, chiedo scusa, sono brutte parole...), sarà per tutto quello che ho trovato sulla rete e sulla possibilità di affrontare questi 800 km anche da solo, ma la percentuale di chi ha fatto questa scelta per motivi religiosi è molto bassa, quindi mi sto esaltando all'idea di partire.

Molti pensano che io debba espiare qualcosa visto il particolare periodo e questa scelta ne sia la conseguenza, rispondo come il grande Capo Indiano: esticazzi!

Senza alcun dubbio tempo per pensare ne avrò un bel pò e in base alla mia teoria sopra esposta mi auguro che questa fatica mi chiarisca un pò le idee e mi restituisca migliore, almeno negli intenti ...

Essendo Capricorno DOCG cerco di non lasciare nulla al caso, specie per una vacanza che non lascia molti spazi per improvvisazione o svarioni, quindi il problema di questi giorni è la preparazione della mia MTB ma principalmente del culo, poi penserò bene al percorso, ai sentieri, alle tappe, da dove esattamente partire e come affrontare il ritorno.

E come spesso accade c'è il rischio che l'esaltazione per il verificarsi di un evento futuro sia sporporzionata rispetto al valore reale dell'evento stesso.

Non importa, questo mese che mi separa dalla partenza sarà allora meraviglioso.

martedì 26 giugno 2007

Cuddle


La sensazione che in alcuni momenti dà un abbraccio,
è superiore e più consolante di qualsiasi altro gesto.
L'ho sempre pensato.
A volte mi è capitato di abbracciare per lunghissimi minuti
e non desiderare altro che stare in quella posizione eternamente, immobile
e sprofondare in quella illusione di distacco totale dal resto del mondo,
avviluppato dal nulla e protetto da una forza inviolabile.

lunedì 25 giugno 2007

Gigi from Lecce


Il mio amico GIGI è rimasto traumatizzato dopo una cena da me con Claudia, Maggie, Max, Roberta e scrive:

Ho letto una frase venerdi serà scritta sulla porta del frigo di un tal nicola che diceva all'incirca "...è il primo giorno del resto della mia vita, devo farne tesoro...." ma mai e poi mai avrei pensato che tale frase quel giorno era rivolta a me.
Dopo un weekend di riflessione e notti insonni ho deciso di archiviare il mio passato e tutte le convinzioni che erano partite da una base solida datami da un'insegnante dell'asilo quando alla mia ingenua domanda "che differenza c'è tra maschietti e femminucce?" mi rispose "i bambini fanno la pipì in piedi le femminucce sedute". Questa è stata la pietra miliare di tutto ciò che è venuto dopo nella mia vita, fino ad una sera, quella del 22/06/2007 ma forse era passata la mezzanotte quindi poteva essere anche il 23/06/2007, quando un gruppo di donne e maschi ormai corrotti dalla globalizzazione mi diceva che questa differenza non c'era più (o forse non c'era mai stata) lasciandomi esterefatto e psicologicamnete provato tanto che la sera stessa non ho fatto neanche pipì essendo caduto in confusione. Tutto questo per non pulire il cesso qualche volta in più, cioè le convinzioni e la formazione di un uomo sono meno importanti di una passata di ajax liquido in più. Questo è il frutto della globalizzazione dove non esistono più i prodotti tipici, dove le fragole le trovi 365 giorni all'anno, e dove l'uomo piscia (passatemi il verbo) seduto a testa bassa. Siete riusciti a mettere seduto l'uomo , un uomo che prima pisciava in piedi a testa alta (per questo qualche volta non centrava bene il cesso) fiero di ciò che aveva in mano. Ora è li seduto non se lo guarda neanche, frustrato e debole, guarda la lavatrice che ha di fronte, triste con lo sguardo perso nel vuoto. Che dire, la società si evolve, però (mi rivolgo alle donne) non dite poi che "NON ESISTONO PIù GLi UOMINI DI UNA VOLTA" perchè gli uomini di una volta pisciavano in piedi e voi li avete voluti seduti e repressi.
Ora cosa dovevo fare io? Ho lottato contro me stesso in questi due giorni e quando ho raccontato il mio"dramma" a mia moglie e ho rivisto nei suoi occhi la stessa espressione vista negli occhi dei miei commensali dell'altra sera, è stato come ricevere dieci pugnalate alle spalle, mi è mancata la forza e ho deciso di chiudere baracca. Mi sono seduto anche io ormai orfano della mia pietra miliare e di quando l'uomo camminava e pisciava a testa alta. Per ricordare i bei tempi passati qualche volta mi fermerò in autogrill zona franca dove c'è ancora libertà di pensiero ed espressione urinatoria.
Nicola non organizzare più queste cene grazie una è bastata per distruggermi non immagino cosa potrebbe riservarmi la seconda.

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Ho un blog!
il primo post lo scrivo dedicandolo a Phulvio che ieri scendendo con me in MTB da una pista da sci di Pila si è frantumato un polso in una caduta causata da una discesa neanche così spericolata, ma sfortunata sì, brutta storia.
Brutta storia per lui, per la sua estate e il suo lavoro da fisioterapista, brutta storia per me che mi è toccato (non so come) raddrizzarglielo da quella posizione innaturale che aveva quando si è rialzato ... brrr!
Coraggio Cyborg-Phulvio, con il fisico e la forza di volontà che hai sono certo che presto sarai di nuovo in pista e testeremo il polso controllandone la resistenza facendogli sorreggere un boccale di birra da un litro.