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giovedì 20 dicembre 2007

MK




ESISTE SOLO UN NUMERO VERO: UNO.
E L’AMORE, A QUANTO PARE E’ L’ESPONENTE MIGLIORE DI QUESTA UNICITA’
(VLADIMIR NABOKOV)



E' finita
E' finita
La nostra favola, è finita.
Semplice e tragico
è finita tutto qua.

Eri tu il mio amore la mia dolce metà
la nostra vita insieme un'armoniosa unicità.
Se penso a quelle cose che morranno perchè
non potremmo più condividerle
muoio anch'io.

C'è qualche cosa di sbagliato nell'amore
C'è che quando finisce porta un grande dolore.
Perchè quando un'amicizia muore non c'è
questo strazio che sa di tremenda condanna?

...
l'inizio è stato pura paura
per la mia incolumità:
gli ho dato il nome della sventura
e l'ho tradotta in solitudine.

"siamo tutti soli?" mi son chiesto poi
sentendo il peso della sconfitta,
e una spirale malinconica
mi ha dato in pasto all'inquietudine.

...
Sto perdendoti
e quando accadrà
il demonio del grande rammarico
il mio girovagare dovrà
fuggire ovunque,
inseguito dalla colpa)

Di quel che sciupai
ben più sciuperò
fra i timori e l'inettitudine,
e a ogni persa occasione o viltà
la tua fine in me
crescerà come un'onta.

Canto il nulla che prenderai
dalle folli mie pene,
e non mi è di consolazione sapere
che son figlie anch'esse di te.

Stai guardandomi...
Ti sento...lo sai?
ma non serve a farti raggiungere
da un afflato di umanità.
E apatia ti dò,
anelando alla dolcezza.



"UNO" (2007) MARLENE KUNTZ.

giovedì 15 novembre 2007

Blonde Redhead


14.11.07 - Hiroshima mon amour – Torino

Sono le 20.15. Ho detto a Max che vado con lui a vedere i Blonde Redhead, ma sto per chiamarlo per dirgli che me ne sto a casa; li ho già visti altre volte, ho un gran mal di stomaco, fa freddo.
Voglia di uscire pari a zero o quasi.
D’altro canto “23”, l’ultimo loro lavoro, è uno dei dischi che negli ultimi mesi ho ascoltato di più, pertanto arriva provvidenziale il solito colpo di reni che in altre occasioni mi è venuto in aiuto e che mi vede costretto a ringraziarlo nuovamente... ’fanculo le scuse, muovo le chiappe ed esco!

Ho perso l’abitudine di andare a vedere concerti perché difficilmente mi appassionano come un tempo, ma Cristosanto ieri sera quei tre cosa mi hanno fatto provare!
Rispetto all’ultima esibizione vista (Ferrara - estate 2004) trovo l’interpretazione del live più aggressiva dal punto di vista sonoro, maggiore utilizzo dei loop e di corpose sovrapposizioni di basi.
I balletti epilettici di Amedeo contrastano con le sinuose movenze di Kazu, la sua voce a volte stridula, a volte ridicola altre ipnotica fende come una catarsi la spessa coltre sonora innalzata dai tre e raggiunge il pubblico, travolgendolo, che sembra pietrificato o in trance. Chiudo gli occhi, quasi commosso, danzo anch’io e lievito inerte facendomi sollevare da quel groviglio seducente che echeggia in uno spleen profondo di inaudita violenza. Ho imparato a capire che amare certi pezzi è un fatto puramente emotivo, irrazionale e inconscio, mi capita di individuare anche solo alcuni frammenti di brani che provocano in me trascinanti suggestioni.
Allora, non so perché, mi viene in mente una frase di Victor Hugo letta di recente e me ne compiaccio “La malinconia è la gioia di sentirsi tristi”.

lunedì 12 novembre 2007

Il primo della Lista





Dopo che ho preparato la cena, mi siedo a tavola e mi dico BUONAPPETITO.
Quando spengo la luce appesa sopra la mia testa prima di addormentarmi, mi dico BUONANOTTE.



Non voglio perdere l’abitudine nel farlo.
Non voglio perdere le abitudini.
Sentire quelle parole, che rimuovono lo strato più superficiale di selvaticità, ridà le giuste proporzioni ed una presenza dignitosa al contesto, privandolo di ogni sorta di ostilità.
Trovo talvolta un po’ sinistro il protrarsi di un silenzio troppo esteso e sento la necessità di infrangerlo costantemente.
Si sa, io sono per la comunicazione essenziale, ma di quelle poche parole, dosate e pronunciate quasi formalmente non posso farne a meno. Laddove le circostanze lo consentono, mi piace sentire quel suono che frantuma i cristalli quando l’attimo rischia di congelare.
E’ un augurio adombrato da un tono vagamente rancoroso, ma la rabbia è spesso una buona amica, un’alleata che consente di mantenere la dignità nei gesti quotidiani di base.
Perché anche se oramai, in fondo, mi sento a mio agio nel disagio, devo sempre ricordare che sono IO il primo della Lista.

giovedì 11 ottobre 2007

Les vieux amants












Bien sûr, nous eûmes des orages
Vingt ans d’amour, c’est l’amour fol
Mille fois tu pris ton bagage
Mille fois je pris mon envol
Et chaque meuble se souvient
Dans cette chambre sans berceau
Des éclats des vieilles tempêtes
Plus rien ne ressemblait à rien
Tu avais perdu le goût de l’eau
Et moi celui de la conquête

Moi, je sais tous tes sortilèges
Tu sais tous mes envoûtements
Tu m’as gardé de pièges en pièges
Je t’ai perdue de temps en temps
Bien sûr tu pris quelques amants
Il fallait bien passer le temps
Il faut bien que le corps exulte
Finalement finalement
Il nous fallut bien du talent
Pour être vieux sans être adultes

Et plus le temps nous fait cortège
Et plus le temps nous fait tourment
Mais n’est-ce pas le pire piège
Que vivre en paix pour des amants
Bien sûr tu pleures un peu moins tôt
Je me déchire un peu plus tard
Nous protégeons moins nos mystères
On laisse moins faire le hasard
On se méfie du fil de l’eau
Mais c’est toujours la tendre guerre

Jacques Brel

martedì 2 ottobre 2007

Moltheni





"Io non sono come te"
(EP - La tempesta dischi - 2007)






La prima considerazione che mi viene da fare trovandomi tra le mani questo nuovo lavoro di Moltheni è puramente estetica: la front cover ricorda moltissimo il retro di Felt Mountain di Goldfrapp.
La seconda è che Umberto Giardini in questa occasione ha lasciato fuori dallo studio la sezione ritmica e un po’ mi dispiace.
La terza mi fa pensare che sarebbe un peccato che per qualcuno questo fosse il primo approccio con l’artista marchigiano e questo non vuol essere un giudizio negativo sul disco ma una riflessione sul fatto che non lo si può comprendere e apprezzare a pieno senza conoscere i lavori precedenti.
Un EP che da continuità alle sonorità di Toilette Memoria, rappresentate principalmente da un piano Wurlizer, una chitarra acustica e dalla voce di Moltheni, un disco che bisogna ascoltare lasciandosi abbracciare senza timori, perdendosi nella sua sobria rotondità, dandosi tutto il tempo necessario per assaporarlo in profondità.
Sono 6 pezzi levigati raffinatamente in uno studio in Svezia, resi morbidi e privati di ogni spigolosità da Kalle Gustafsson, che non entrano nella pelle al primo ascolto, ma quando lo fanno dilatano i pori lasciando addosso una sensazione intensa di benessere, come quella del tiepido sole di ottobre.